Tommaso Cortesi Orientamento Giovani

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuovissima intervista di Bookness. Per me è veramente un grande piacere avere una persona dall’altra parte che è un amico, che è un nostro autore che ha pubblicato il suo libro e soprattutto è una persona che svolge un lavoro che da un punto di vista sociale ha un impatto enorme.

Tommaso Cortesi ciao, dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Ciao Emanuele. Sono Tommaso Cortesi e da oltre 10 anni mi sono appassionato a quello che era il tema dell’orientamento e quindi sono partito oltre 10 anni fa, prima di tutto per una mia esigenza personale, nel senso che ero io la prima persona che voleva orientarsi, cercare di capire cosa fare nella vita perché ero insoddisfatto dell’aspetto lavorativo. Sentivo che non riuscivo a dare il meglio di me, sentivo di non essere al centro di quello che potevo e volevo fare, insomma che mi rendeva felice e ho iniziato questo percorso mio personale e dopo però una volta iniziato, ho notato come mi piacesse quell’ambito.

Quindi ho iniziato ad approfondire tantissimo. All’inizio tutto figo, tutto bello, poi però nel corso del tempo ho iniziato a fare scelte una dietro l’altra ma mi sono accorto piano piano che facevo una scelta sbagliata, facevo un’altra scelta ed era sbagliata e mi sono detto: “Ma possibile che sto studiando questo ambito e di cui dovrei tra virgolette essere esperto perché sto seguendo i passi che sto imparando ma faccio questo e sbaglio, faccio quell’altro ed è sbagliato” e quindi sono arrivato a un certo punto a dire: “Fermi tutti! Qua c’è qualcosa che non funziona, che non torna”.

Da lì mi sono fermato dagli studi che stavo facendo, per studiare veramente, nel senso che sono uscito da quelle che erano diciamo quelle lezioni standardizzate che andavo a studiarmi per ampliare un po’ l’argomento. Quindi ho iniziato a studiare filosofia, psicologia, spiritualità e tantissime tematiche che piano piano mi hanno fatto collezionare nel tempo una serie di concetti che ho messo insieme, uno vicino all’altro col passare degli anni finché a un certo punto mi son detto: “Ok, ma questo pezzettino si unisce a questo, si unisce a quello!” E quando li ho messi insieme ho detto: “Cavoli, questo tutto insieme è un percorso fichissimo” e questo mi ha portato così a creare quello che era il mio percorso formativo che voglio lanciare alle persone che sono confuse e insoddisfatte.

Però una volta che ho concepito questo percorso, mi sono accorto di una cosa che si ricollega poi al tema del libro di cui parliamo oggi, ossia nel momento in cui ho guardato il percorso mi sono detto: “Ok, per me questo percorso è molto funzionante, molto innovativo però è innovativo per me perché io ho un pregresso, nel senso che ho tante conoscenze che ho accumulato in questi anni di studi che rendono questo percorso più efficace.

Allora di per sé il corso è efficace perché aiuta a orientarsi internamente. Qual è il problema? È che è inutile che uno si orienta internamente dicendo: “Voglio fare la ballerina”, se poi all’esterno uno non si rende conto che c’è in campo una pandemia in cui tutti i teatri d’Italia sono chiusi. E quindi la cosa importante che mi son detto è: “Ok, qui c’è bisogno però di far capire cosa sta succedendo nel mondo del lavoro per potersi poi allineare e rendere al meglio quello che è il percorso formativo insomma e quindi ho iniziato a sviluppare questo libro che tratta… Il titolo è…

Orientamento Giovani Rewolution. La nuova era dell’orientamento“. Ora Tom, scusa se ti ho interrotto perché voglio farti proprio una domanda più specifica, voglio metterti dolcemente alla prova. Ora, supponiamo che io sia un papà, lo sono, di un ragazzo di vent’anni. Non lo sono di un ragazzo di vent’anni perché i miei figli hanno rispettivamente 10 e 4 anni. Ok?

Quello di 4 anni te lo raccomando che fa un casino che metà basta però, a parte questo, supponiamo che io abbia un figlio di vent’anni. Orientamento è una parola fortissima, devi cercare la stella polare e fa una cosa, poi ne fa un’altra, ha iniziato l’università poi ha smesso, poi ha iniziato a lavorare, poi non mi è piaciuto, poi ha avuto problemi di rapporti lavorativi ed è un po’ giù psicologicamente.

Qual è la prima cosa che tu consiglieresti a un genitore da fare in questa situazione così indefinita?

Allora ti capisco assolutamente che è un periodo delirante. Tant’è che il libro inizia parlando della situazione di oggi del mondo del lavoro in cui da un lato tutti piangono miseria, in cui siamo in crisi, non c’è lavoro e tutto quello che vuoi, e dall’altro però vai ad ascoltare la campana degli imprenditori delle aziende e la campana degli imprenditori delle aziende dice: “Noi non riusciamo a trovare collaboratori per assolvere tutte le mansioni che abbiamo in azienda”.

Quindi già in questa cosa uno si dice che c’è qualcosa che in questo periodo non funziona, non si capisce cosa sta accadendo ed è veramente un periodo delirante e quindi visto dal lato dei genitori e assolutamente questo è un libro rivolto in primis ai genitori, a mamme preoccupate della situazione dei figli. Quindi mi metto nei loro panni, mi sono messo nei panni di un genitore di un ragazzo di 20 anni che non sa cosa deve fare e che prende una serie di decisioni, di scelte che risultano vane, un sacco di difficoltà, le cose non funzionano, eccetera eccetera.

Cosa fare oggi? Allora, so che sembra ironico, però la prima cosa è veramente comprarsi il libro e leggerselo, anche perché all’interno è abbastanza lungo perché sono 450 pagine, quindi ci sono tante cose all’interno raccontate e spiega veramente la situazione di questo momento e di cosa fare. Se ti dicessi una cosa, la prima cosa è proprio la formazione di capire cosa sta realmente accadendo perché la cosa più sbagliata che le persone possono fare è quella di non prepararsi. Io ne parlo all’interno proprio del libro di quali sono le caratteristiche delle persone per poter uscire da questa situazione e spiego come da un lato ci si può non formare e andare a sbattere contro errori di persone non consapevoli di non capire cosa sta accadendo in questo periodo e dall’altro invece prepararsi, capire cosa sta accadendo e prepararsi per tempo cioè introdurre tutte quelle competenze necessarie che aiutano a sorpassare i momenti di difficoltà.

L’abbiamo visto in questi due anni di pandemia come tantissime persone che non erano preparate sono andate a sbattere. È chiaro che è stato un evento eccezionale però sono andati a sbattere contro la loro non preparazione a quello che è il mondo del lavoro del 2020, ragionando come se fossimo ancora negli anni 80 e persone non preparate hanno avuto grosse difficoltà lavorative. Chi invece era aggiornato alle competenze del 2020, sicuramente è un periodo che è difficoltoso per tutti, ma sicuramente ha trovato il modo di uscirne.

Benissimo Tommaso, allora il tuo libro se puoi farlo rivedere di nuovo è veramente un atlante che anche da un punto di vista grafico internamente attraverso degli schemi che tu stesso hai disegnato e redatto, sfoglialo pure per cortesia, internamente è molto, come dire, gradevole da consultare e graficamente è un libro fatto molto bene.

Quindi con tutta una serie di schemi a colori. Anche per i genitori che sono stressati da questi figli di vent’anni che li fanno un po’ impazzire avere in mano un libro di questo tipo è un’esperienza non, come dire, noiosa ma assolutamente piacevole, proprio anche per la forma dei contenuti.

Allo stato attuale mi stai dicendo che stai sviluppando tutta una serie di servizi rivolti proprio all’orientamento, quindi il libro è l’elemento essenziale perché tu ci hai appena detto che quando il genitore è in difficoltà, la prima cosa che deve fare è giustissimo prepararsi cioè essere consapevole di quello di cui ha bisogno da un punto di vista delle informazioni per risolvere questi problemi che potrebbero anche essere i problemi più importanti della vita del genitore perché quando un figlio sbaglia strada, quando un figlio è disorientato è un problema enorme.

Ora a livello di servizi che stai offrendo oltre al libro, quali sono gli altri supporti, aiuti che tu puoi dare a queste persone un po’ in difficoltà?

In questo periodo sto ultimando, nel senso che il percorso di orientamento è già chiuso e ultimato. Quello che sto facendo in questo periodo, in questo mese, è semplicemente rendere, portare online, tramite dei video, questo percorso formativo.

Attualmente sto girando tutti i video che saranno necessari per fare questo percorso dopodiché chiaramente per tutte le persone che sono in difficoltà, confuse, insoddisfatte della loro parte professionale ci sarà a disposizione questo percorso formativo impegnativo perché non sarà una consulenza di un quarto d’ora in cui stendo le mani e li illumino d’immenso ma è un percorso che va alla ricerca veramente di tutta la loro parte interiore quindi è bello denso; però i risultati poi li vedranno loro stessi.

Quindi ci sarà la possibilità di fare questo percorso.

E considerando la completezza e l’esaustività del tuo libro, immagino che questo videocorso sia molto copioso da un punto di vista del numero delle lezioni oppure sbaglio?

Assolutamente sì, prevede tantissimi argomenti perché sono di pari passo di quelli che ho trattato nel libro che è molto variegato e tratta tanti argomenti diciamo correlati tutti a quello che è il mondo del lavoro chiaramente ma poi mi piace comunque approfondire e svilupparli.

Quindi sono andato a prendere tante tematiche esterne puramente al tema centrale dell’orientamento e però tutto alla fine si collega e la spiegazione di una frase, di un concetto arriva da una parte esterna magari di un argomento che non c’entra nulla però spiega bene magari quel concetto lì e all’interno del corso è veramente ampio; insomma è ben fatto. A me piace tantissimo.

Fantastico Tommaso quindi magari ci aggiorniamo fra qualche mese quando avrai pronto tutto il tuo sistema per aiutare questa particolare tipologia di persone che ha una necessità familiare, una necessità personale e un problema importantissimo a livello sociale che tu stai contribuendo a risolvere.

Quindi quali sono i tuoi riferimenti se qualcuno magari vede questa intervista e vuole contattarti, hai un sito web, una pagina social, un’e-mail?

Sì, mi possono seguire alla pagina social che è quella dell’Heros Way. Mi trovano lì, quindi se vogliono andarsi a vedere qualche contenuto, piuttosto che scrivermi o raccontarmi qualcosa, possono venirmi a trovare su quella pagina.

Perfetto Tommaso, ci vediamo presto.
Grazie mille. Grazie a tutti quanti. Grazie a te Emanuele. Ciao a tutti.
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