Stefano Loscialpo Ornella Macario autori libro Liberati dal Dolore

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuovissima intervista di Bookness. Per me è veramente un grande piacere e un onore avere dall’altra parte due persone straordinarie, Stefano e Ornella, autori di un libro risolutivo.

Il libro si chiama “Liberati dal dolore fisico“, una promessa altisonante che dietro nasconde un enorme lavoro. Ma non voglio svelare altro, dall’altra parte Stefano, Ornella.

Ciao Stefano, ciao Ornella, come state? Tutto bene? Presentatevi.

Sono Stefano Loscialpo. Sono un terapista, precisamente un massoidroterapista specializzato in tecniche osteopatiche e strutturali e questo per quanto riguarda la parte sanitaria di me, mentre la parte complementare di me sono un naturopata e faccio l’educatore in mindfulness e ipnotista. Sono specializzato in ipnosi regressiva del benessere e lo chiarisco perché giustamente dobbiamo distinguere quella che è la parte del benessere da quella che è la parte legata alla psiche, riservata ovviamente agli psicologi.

Ornella?

Sono Ornella, sono un’infermiera professionale e sono anche massoidroterapista e lavoro presso il centro con mio marito.

È fantastico, quindi unite, come dire, la sfera affettiva a quella professionale, aiutando tantissime persone, perché in questi ultimi anni i vostri casi studio sono veramente eclatanti. Ora, quello che è interessante è che voi, come il libro spiega, andate ad agire su più ambiti.

Parliamo del settore sanitario, quindi dall’artrosi, la fibromialgia, l’osteoporosi e ad altre malattie croniche.

Ma, se non erro e se non ricordo male, Stefano è proprio dalla fibromialgia che tu provieni, nel senso che è una patologia che tu stesso hai sofferto, che ti ha consentito poi di dedicare a questo tipo di patologia, consentimi, un’attenzione particolare. È corretto?

Sì, sono il cliente e il paziente zero del metodo che abbiamo creato. Lo abbiamo anche registrato come marchio, perché sono fibromialgico da una vita e purtroppo di fibromialgia a tuttora non si guarisce, così come non si guarisce di altre patologie croniche.

Ovviamente parliamo di patologie che sono legate più che altro all’aspetto muscoloscheletrico, parliamo di artrosi, parliamo di polimialgia, parliamo anche di osteoporosi piuttosto che di tutta quella sfera di patologie che riguarda sia la deambulazione, che appunto tutto il nostro corpo nel movimento, per cui anche patologie legate alla schiena, legate alle gambe, alle braccia e alle mani e che non hanno una risposta definitiva.

La caratteristica del metodo che abbiamo creato e che è differente un po’ da quello che c’è in giro è che il nostro metodo non prevede l’utilizzo dei farmaci.

Voglio subito rassicurare un po’ tutti nel senso che, non è che non crediamo alla farmacologia, anzi ci crediamo anche molto, però non essendo noi medici, i pazienti che vengono da noi generalmente sono già seguiti dai medici.

Lasciamo a loro tutto quello che è l’ambito farmacologico mentre noi applichiamo altre tecniche, altre tecnologie, anche di tipo elettromedicali, escludendo proprio il farmaco che il paziente va avanti, diciamo, a prendere e a trattare con il suo medico direttamente.

Sì, questo mi ha colpito molto del vostro metodo, oltre che da un punto di vista deontologico mi sembra molto corretto, cioè nel momento in cui c’è da dare un certo tipo di farmaci, ecco che subentra una figura medica specializzata nel vostro ambito.

Quello che ancor più mi ha interessato e ho visto che è differente rispetto a tanti altri, è che voi applicate una metodologia come si dice, perdonami, fisioterapeutica, ad esempio, e in più, c’è un aspetto legato al mindset, all’atteggiamento mentale, alle tecniche di meditazione, alla mindfulness, come tu stesso hai detto all’inizio di questa chiacchierata, che vanno a creare un effetto potenziante rispetto a quello esclusivamente muscoloscheletrico o legato a delle tecnologie, a dei macchinari che voi potete utilizzare proprio sull’apparato muscoloscheletrico.

Parlaci di questa integrazione tra l’aspetto mentale e quello classico in ambito fisioterapeutico.

Tutto nasce, l’ho sempre definita, dalla fortuna mia di avere una formazione bivalente, una appunto di tipo sanitario, nella massoidroterapia, nell’osteopatia e l’altra di carattere più complementare, appunto la naturopatia, la mindfulness, l’ipnosi e quant’altro, come la riflessologia plantare e i fiori di Bach.

Questo cosa mi permette?

Mi permette di fare una valutazione come si dice olistica, una valutazione a 360 gradi ed è una valutazione che noi applichiamo sempre costantemente con tutti i nostri pazienti. Nel senso che è vero che ci può stare una problematica di tipo organico e quello appunto la trattiamo con le apparecchiature elettromedicali e da parte del paziente con la farmacologia, ma c’è molto e posso garantire veramente molto dal punto di vista psicoemotivo.

Di conseguenza attraverso la parte meno psicologica perché non sono uno psicologo, ma molto legata alla parte emotiva, alla parte d’introspezione del paziente, andiamo tante volte alla radice del problema che nemmeno il paziente ricorda di avere e questo lo facciamo con la mindfulness e l’ipnosi regressiva. Andiamo a scavare nel passato tante volte del paziente che arriva a trovare la radice del vero problema, risolvendo quel problema, risolvendo quel dubbio o quel danno che può aver avuto magari anche in tenera età. Vediamo veramente miracolosamente un migliorare del dolore, del sintomo.

Preciso che di dolore cronico, come dicevo prima, è difficile guarire. Noi non abbiamo la pretesa di guarire, ma abbiamo la consapevolezza che possiamo migliorare lo stato di salute e migliorare la vita.

Per cui, come diciamo anche nel libro, cerchiamo di dare una qualità alla vita per avere una vita di qualità.

Certo. Ora la domanda che sto per farti è una domanda che sembrerebbe banale, cioè liberati dal dolore fisico, la domanda è: a chi è rivolto questo libro? La risposta è: a tutti.

Però lo sappiamo che questo libro non è per tutti.

Per chi è nello specifico questo libro?

Hai detto perfettamente. È per chi ha voglia di mettersi in gioco.

Il titolo, Ornella ed io quando l’abbiamo creato, l’abbiamo studiato proprio non mettendo un accento, perché può essere letto come liberati dal dolore fisico oppure liberati dal dolore fisico, cioè quelli che ce l’hanno fatta.

Lasciamo al lettore l’interpretazione proprio perché è una delle prime cose che diciamo al paziente.

Sia Ornella che io ci sono due termini che non usiamo mai e l’abbiamo scritto anche nel libro, e forse siamo una mosca bianca all’interno del panorama sanitario italiano.

Sono due termini: un termine è facile e l’altro termine è semplice. No, non è vero. Non esiste nulla di facile, non esiste nulla di semplice, è tutto difficile, è tutto complicato. Però nel momento in cui una persona crede di potercela fare, ecco che allora diventa tutto semplice e facile.

Bellissimo. Senti Stefano, perdonami la confidenza, ma a casa mia ho mia moglie Irina che, quando qualcuno, insomma, ci intervista, è sempre lei che parla prima di tutti. Ora, nel tuo caso vedo che sei sempre tu e Ornella, insomma, è lì.

Ma, perdonami la confidenza, ma anche a casa questo rapporto va in questa direzione, oppure no?

Assolutamente no. Lei fa e io dico sì e va bene. Lasciamo parlare pure Ornella che va benissimo.
Ok. Era per capire se eravamo tutti sullo stesso binario destino.
Ornella: Ah, sono molto coincisa e i miei concetti durano poco. Invece lui amplia e esprime meglio i concetti. Lascio fare a lui.

Fantastico. Ecco, questo a dimostrazione che quando qualcuno si affida a voi anche in questo aspetto familiare, questa vostra empatia consente alle persone di ritrovarsi con dei professionisti che non sono sempre in una versione, come dire, distaccata, superiore, come spesso succede col tempo contato con un atteggiamento formale.

Questo permette alle persone anche di guarirsi, liberarsi. Ecco, non creiamo false illusioni, io stesso forse con le parole posso sbagliare perché non sono un esperto in materia, quindi di malattie croniche non si guarisce. Me lo avete insegnato voi.

Però di migliorare la propria condizione fisica grazie anche a un atteggiamento di fiducia che si dà a un certo tipo di professionisti e questa fiducia nasce da una questione primariamente empatica di connessione emotiva.

Quindi, se dall’altra parte ci sono persone come voi, credo che questa connessione dal mio punto di vista sia più facile. Ecco, facile qua è un aggettivo che può essere utilizzato.

Questo libro che ho divorato in una notte e che trovo veramente, incredibilmente utile e innovativo sotto certi punti di vista, mi ha insegnato molti aspetti, soprattutto quando è importante rilassarsi prima di capire come affrontare un problema fisico barra psichico.

Un’ultima domanda: come vi siete trovati col nostro servizio Bookness?

Decisamente bene, nel senso che abbiamo trovato l’assistenza che non è mai mancata e devo essere anche sincero, nonostante Ornella a volte dicesse: guarda che magari non è il caso di scrivere o chiamare adesso, mi è capitato di scrivere anche la domenica o ad orari impensati, perché avevo dei dubbi, delle perplessità e ho sempre trovato, posso nominare Costanza, che ormai è diventata quasi una di famiglia dalle volte che gli ho rotto le scatole, è di una gentilezza e di una preparazione, di una disponibilità assolute, così come tu stesso.

Vedo che non sei mai mancato tutte le volte che ho avuto necessità, ti ho scritto e ci siamo sentiti più volte, per cui devo dire un servizio veramente impeccabile e che mi sento anche di consigliare per chi vuole intraprendere un’esperienza come quella di scrivere un libro.

Grazie di cuore Stefano per le tue parole.

A me, in maniera come dire del tutto spontanea, preme promuovere quest’opera che vedete in sovraimpressione proprio perché permette alle persone, attraverso una chiave interpretativa nuova, ma non, come dire, sprovveduta, nuova, ma che viene da radici antiche, di aiutarsi. Poi alla fine del libro ci sono delle possibilità per entrare in contatto con Stefano e Ornella, delle possibilità privilegiate.

Quindi consiglio assolutamente questo tipo di lettura per aprirsi a delle nuove possibilità personali di miglioramento fisico e conseguentemente psichico.

Grazie di cuore Stefano e Ornella, vi mando un grande abbraccio sperando di incontrarci prima possibile, stringendoci la mano e a presto.

Sarà un piacere. Grazie. A presto.
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