Silvia Angiolini autrice libro Dal punto di vista di tuo figlio
Ciao a tutti e benvenuti in questa nuovissima intervista di Bookness. Per me è un grandissimo piacere avere dall’altra parte una persona che probabilmente potrebbe aiutare la mia vita personale, perché sono un papà di due bambini amorevoli, talvolta un po’ vivaci, soprattutto la sera e, ultimamente Silvia, devo dirti che la mia bambina più grande di dieci anni ha in mano, facendo la prima media, una pianola.

Però, detto questo, e apriremo una parentesi che spiega tutto. Silvia Angiolini, autrice del libro “Dal punto di vista di tuo figlio. Impara il linguaggio musicale di chi ami“. Silvia, ciao. chi sei e di che cosa ti occupi.

Sono Silvia Angiolini, una mamma di quattro bambini e imprenditrice, cioè una professionista. Mi trovate sul sito bimbimusicali.it e mi occupo in buona sostanza di linguaggio musicale.

Ma che cos’è il linguaggio musicale? Il linguaggio musicale abbraccia tutta la musica in generale, ma anche la musica che produciamo con la nostra voce. Ad esempio, se utilizzo un volume alto, un volume, basso, ci sono i parametri della voce che riguardano la relazione, quindi il linguaggio musicale abbraccia, non solo la musica, quella di cui comunemente parliamo, ma anche tutto ciò che riguarda la relazione, le frequenze che emaniamo, che sono frequenze musicali.

C’è un mondo che emaniamo, un’energia che emaniamo, che si potrebbe definire musicale e che ci aiuta a entrare in relazione con gli altri. Quindi il libro che ho scritto parla dei bimbi musicali, prima di tutto, perché sono i nostri figli.

Loro hanno un comportamento, diciamo, musicale, perché sono nati da poco, quindi sono connessi con se stessi, con la loro natura, che è una natura musicale e nel libro spiego perché conoscere il loro funzionamento ci aiuta ad entrare in relazione con loro, con dei criteri musicali.

Bene. Quindi il tuo libro, specificamente a chi si rivolge?

Si rivolge in particolare alle mamme e in particolare dell’infanzia, quindi con bimbi da 0 a 6 anni, perché nell’infanzia, nel bambino, avvengono dei meccanismi neuronali che noi non conosciamo, per cui è importante che la mamma capisca questi meccanismi, o non riesce a comprendere suo figlio.

Ho proprio scritto questo libro pensando a loro, perché normalmente agiamo dal punto di vista razionale con i bambini, mentre hanno un funzionamento musicale, non hanno un funzionamento razionale e questo dipende appunto dalla loro formazione neuronale.

Fantastico. Ho già un bambino di cinque anni che è super vivace. Praticamente, la sera prima di addormentarmi, lui sfascia la cucina, distrugge le sedie che utilizza a forma di motocoltivatore, è appassionato nel frattempo di motocross e guarda i video di motocross a tutto volume.

In questo caso, secondo te, che tipo di terapia musicale oppure fisica potrei utilizzare nel suo caso?

È un bambino che ha un funzionamento molto elevato, quindi molto attivo per cui dobbiamo abbassare le sue frequenze. Abbassare le frequenze non vuol dire che dobbiamo spegnerlo o tarpargli le ali. Assolutamente no. Vuol dire riportare l’eccitazione del bambino a livelli un pochino più bassi. Quindi potremmo usare ad esempio la musica a 432 hertz.

La musica a 432 hertz è quella che è strutturata in maniera tale da riprodurre l’armonia della natura e quindi questa musica, se sentita in un contesto adeguato o magari in alcuni momenti di rito, come può essere la nanna o anche la pappa, mentre sta mangiando, riporta l’eccitazione del bambino a livelli un po’ più ottimali. Noi siamo attraversati nel nostro cervello da delle onde, onde musicali, quindi abbiamo le onde alfa, beta, gamma e se noi vogliamo ridurre l’eccitazione del bambino, dobbiamo riportare queste onde, diciamo a un livello alfa.

Il livello alfa è quello che noi abbiamo quando ci svegliamo, quindi quando ci alziamo e diciamo: non so neanche come mi chiamo, siamo un po’ nel dormiveglia, con un livello di eccitazione basso, appunto più tranquillo. Quindi un bambino potrebbe essere ricondotto, se deve andare a dormire, a queste onde alfa tramite della musica rilassante 432 hertz che potete comunemente trovare anche sui social, su YouTube.

Sì, il tuo libro sto vedendo che ha delle ottime recensioni, 13 recensioni positive. Io stesso, nel momento in cui ho avuto la possibilità di leggerlo in anteprima e anche ascoltandoti adesso, ho proprio avuto quel tipo di riscontro, a livello di rivelazioni.

Cioè quello che ci stai dicendo è veramente, come dire, rivoluzionario. Quindi un bambino che fa casino, tu mi dici di mettergli la musica a 431 Hertz, hai detto?

432 Hertz.

432 Hertz. Però è, come dire, innovativo, rivoluzionario, ma nel momento in cui tu lo spieghi e nel libro vai molto più nel dettaglio rispetto a quello che mi hai detto, ecco che mi dici che è la frequenza della natura. Tutto ha un senso, che, come è descritto all’interno del tuo libro, ti spiega veramente come comprendere questi aspetti.

Ma non solo questi, anche tutto il resto, tutto ciò che ci accade intorno, perché il tuo libro è chiaro, è mirato all’educazione dei bambini e per le mamme l’hai detto, ma comunque ci comprende di capire proprio a un livello ben più ampio come queste frequenze e come la musica possono aiutarci su più fronti. È corretto questo?

Sì, giusto. In particolare dobbiamo capire noi che musica stiamo suonando con il nostro modo di essere, con la nostra energia. Che musica emaniamo? Per dire, mi alzo col piede storto, allora la mia musica non sarà delle migliori, mi alzo con il piede giusto ed emaniamo un’energia diversa.

Anche voi la sentite a pelle questa cosa e quindi, a seconda della musica che noi emaniamo, anche il bambino che ha i neuroni specchio assorbirà ciò che siamo noi, perché i bambini sono delle spugne assorbenti. Vi capita quando magari siete un po’ alterate e vi escono anche delle frasi infelici, il bambino subito recepisce questa energia e si creano delle tensioni magicamente.

Poi il principio del diapason, lo chiamo così e, se vuoi, ti spiego meglio che cos’è. Praticamente il diapason è uno strumento che serve per accordare una chitarra, è uno strumento, adesso non ce l’ho qui, però è uno strumento di metallo che è accordato secondo una certa frequenza, quindi se lo percuoto, uscirà un suono, un la che richiama una certa frequenza.

Se prendo un altro diapason fratello identico, quindi accordato secondo la stessa frequenza, ma percuoto solo il primo e non percuoto il secondo, automaticamente per il principio della risonanza, il secondo diapason vibrerà e produrrà un suono, anche se è stato percosso solo il primo diapason. Cosa significa questo? Che noi siamo come con un diapason, noi mamme emaniamo una certa frequenza. Basta che noi suoniamo e il diapason fratello, che è vostro figlio, entrerà più o meno, o no in risonanza a seconda se voi stesse siete della stessa frequenza di vostro figlio.

Per cui appunto, nel libro, insegno alcune tecniche per, innanzitutto, conoscere se stesse, entrare nella giusta frequenza per intercettare la frequenza di vostro figlio, che non è una cosa sempre immediata. Per questo si creano i problemi di relazione con i bambini che sono su un altro pianeta, sono su un’altra frequenza e quindi noi dobbiamo capire a che frequenza stanno viaggiando. Non so se sono stata chiara, oppure se è un discorso un po’ complesso.

No, assolutamente sei stata chiara. Un po’ vengo dal mondo dell’ingegneria, quindi ho intuito. La risonanza, le frequenze. Ora i neuroni specchio. Spiegaci meglio questa locuzione.

I neuroni specchio sono stati scoperti oltretutto da un italiano, Rizzolatti, uno scienziato che ha evidenziato che nella parte frontale del cervello esistono dei neuroni.

Questi neuroni, con delle macchine sono stati rilevati nel momento dell’attivazione, quando la scimmietta del caso che era stata studiata, muoveva un braccio o un arto, si attivavano questi neuroni. Casualmente i neuroni della persona che stava guardando questa scimmietta, anche se la persona non faceva niente, non muoveva nessun arto del braccio, hanno visto che si attivavano pure essi.

Quindi neuroni specchio vuol dire che se noi guardiamo qualcuno, una persona, nella nostra parte frontale si attivano questi neuroni e inconsciamente noi produciamo a livello neuronale lo stesso movimento che produce la persona a livello neuronale, anche se noi non ci muoviamo. Ad esempio, a teatro quando voi vedete un ballerino che danza, nella vostra testa si attivano gli stessi neuroni che si attivano se voi faceste dei movimenti.

Per cui siamo intimamente connessi con l’altra persona, ciò che noi produciamo a livello sia di movimenti ma anche a livello di vibrazioni di energia che emaniamo ha una risonanza immediata nella persona che ci vede, che ci sta di fronte. Ecco, questo è un po’ in soldoni, il principio dei neuroni specchio. Questo è un principio molto importante, perché i bambini non apprendono perché gli insegniamo le cose.

Noi siamo fissati che ai bambini, soprattutto molto piccoli, dobbiamo insegnare le cose. A tre anni, il gioco è tuo e il gioco è mio, no, i bambini, diciamo arrivano dopo, dopo i dodici anni, quando la corteccia deputata al ragionamento è completamente formata, arrivano a ragionare, a parlare come gli adulti. Ma prima dei dodici anni apprendono grazie a questi neuroni specchio, quindi per imitazione.

È fortissima in loro la componente imitativa. Quindi se ci vedono lavare i denti, anche loro imparano a lavare i denti. Se noi parliamo in un certo modo, anche loro imparano a parlare in un certo modo. Adesso ho un bambino di un anno e mezzo, il mio quarto, e l’altro giorno mi ha vista dire pronto, pronto al telefono e a un certo punto lui ha preso una scatoletta, ha cominciato a dire pronto, pronto, ma nessuno gli ha insegnato a dire pronto. Quindi questo, secondo me, è un principio che tutte le mamme devono conoscere per smettere di sprecare energia.

Ecco, questo è un principio risparmio energetico che ti aiuta a non sprecare energia con tuo figlio. Tu devi essere semplicemente te stessa, te stessa accordata, diciamo nel modo giusto, in equilibrio, perché se no gli passerai delle frequenze che non sono buone. Una volta che tu sei accordata con te stessa, allora potrai sintonizzarti, io parlo di sintonizzazione affettiva nel libro, con tuo figlio e portarlo anche dove lo vuoi condurre tu.

 

Insomma, è questo di cui il libro parla e che secondo me può aprire un mondo perché c’è un mondo che non conosciamo, questo mondo fatto di suoni che non vediamo.

Grazie. Silvia. Sei, devo dire, molto efficace nello spiegare questi concetti che non sono così semplici e invece tu hai questa capacità, ma hai anche una certa autorevolezza che non deriva esclusivamente dagli studi che hai fatto, ma dal fatto che tu sei una mamma di quattro bambini.

Quindi sei una che, da un punto di vista dell’esperienza sul campo, ha un bel patrimonio da mettere a disposizione e poi con i tuoi studi e con le tue elaborazioni e con questo bellissimo libro, utilissimo e affascinante.

Dal punto di vista di tuo figlio. Impara il linguaggio musicale di chi ami“, un libro quindi raccomandato per tutte le mamme, ma direi anche per i papà. Silvia, perché citi le mamme? Perché i papà no?

No, è dedicata in generale a tutti i genitori, ma ho voluto propriamente parlare al femminile, prima perché sono una mamma e quindi racconto anche nel libro la mia esperienza alle mamme.

Comunque, dal primo fino al quarto figlio, ho avuto uno scatto di crescita dal punto di vista delle mamme, per cui è come se mi confidarsi con loro e dicessi: guardate, non fate i miei stessi errori. Non è che sono una mamma perfetta. Dal primo figlio al quarto, alcune cose le ho imparate e vorrei che anche tu, mamma, non facessi lo stesso errore. .

La tua esperienza. Sei coerente e, perdonami, altra parola oltre coerenza, è ancora quella che abbiamo citato più di ogni altra: risonanza. Quindi tu, essendo una donna con questo tipo di contenuti, giustamente dici: riesco massimamente a trasferirli a chi risuona con le mie stesse frustrazioni, con i miei stessi desideri, con il mio stesso status quotidiano.

Quindi una mamma, una donna come te, quindi ce l’hai spiegato in maniera molto efficace. Però ti devo dire che io, come papà, l’ho letto e l’ho trovato straordinariamente utile. Quindi papà, comprate anche questo libro.

Certo, è comunque dedicato a tutti i genitori. Non sentitevi messi da parte, anzi, tra moglie e marito ci deve essere un’intesa ed è quell’intesa che poi trasmette vibrazioni buone al bambino. Per cui è anche per voi, se volete dargli una letta.

Grazie Silvia di cuore. Come ti sei trovata col servizio Bookness per pubblicare questo libro?

Mi sono trovata molto bene, soprattutto con te, perché dai dei consigli molto efficaci soprattutto per promuovere il libro, perché è già faticoso scrivere il libro, ma è anche un lavoro, anche promuoverlo. E non è scontato trovare una persona come te, veramente, che dà consigli mirati ed efficaci che arrivano dritti al punto.

Per cui per questo consiglio di pubblicare con te e di continuare anche dopo la pubblicazione, a mantenere un filo di rapporto, per appunto portare il libro ai massimi livelli e farlo conoscere a più persone possibile.

Grazie, Silvia. Questo è importante, pubblicare, va bene, ma poi bisogna seguirlo. Io dico sempre che il libro, a proposito di figli, è come un figlio. Quindi se non lo fai crescere, se non lo curi, ecco che insomma, questo figlio abbandonato non è una bella cosa. Soprattutto poi con l’editoria indipendente, con l’editoria in cui tu, autrice, detieni i diritti della tua opera.

Quindi è chiaro, non sono un editore che guadagna sulle vendite. Questa è una cosa che dico sempre, ma meglio sempre sottolinearla ancora. Quindi da questo punto di vista bisogna fare ciò che tu hai detto all’inizio come posizionamento, in quanto tu sei anche imprenditrice come mamma, cioè bisogna diventare per la promozione del libro imprenditori di se stessi e spingere questo libro nelle menti, nelle conoscenze, soprattutto destando l’attenzione delle altre persone che ci circondano.

Non deve essere un peso, non deve essere un qualcosa che a volte sento dire: ma disturbo. Ma disturbi di cosa? Questo è il nostro valore, ciò che abbiamo creato, il frutto dei nostri studi, delle passioni. È puro valore che diamo agli altri, dobbiamo farlo, è una nostra responsabilità. Silvia, ti ringrazio tantissimo. Ti mando un abbraccio e questa sera applicherò 431 hertz sulla mente del mio bambino Valerio e farò un video per capire se questa sera almeno non distruggerà il divano. Ti ringrazio.

Ok. 432 mi raccomando.
432 è vero.
Ok. Grazie Emanuele. Grazie.
La frequenza della natura. Grazie a te, Silvia. Un abbraccio.
Un saluto a tutti. Ciao.
432 hertz!
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