Robin Amery Amore per sé: Come Conoscersi tra Scienza e Olismo

Ciao a tutti e benvenuti a questa nuovissima intervista di Bookness.

Dall’altra parte per me è un grande onore avere una professionista che, per alcune ragioni che adesso ci spiegherà, non è visibile. Il suo pseudonimo è Robin Amery autrice del libro “Amore per sé. Come conoscersi tra scienza e olismo”.

Ciao Robin dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Ciao, sono libera, sono una ricercatrice olistica indipendente, solo da poco, perché ho lasciato il lavoro qualche anno fa a seguito di una problematica di salute. Per cui ho cominciato a dedicarmi all’olismo, alla meditazione e poi è arrivato il libro durante il lockdown.

Praticamente il libro è l’espressione della mia essenza e di ciò che vorrei trasmettere ai ragazzi in base alle esperienze che ho avuto in questi anni. È il risultato delle esperienze e dei corsi che ho fatto, tutti i risultati ottenuti lavorando sulla mia mente, sul mio corpo e sulla mia anima e li ho voluti trasmettere.

Robin, si percepisce la tua emozione, me l’avevi detto prima dell’intervista che eri molto emozionata, ma non ti preoccupare, dall’altra parte c’è il pubblico di Bookness che ci sta ascoltando e come molti dei nostri lettori vorrebbero proprio trasformare la loro attività in qualcosa che serva per aiutare gli altri proprio in maniera pratica ed efficace come so benissimo che tu stai facendo nella tua vita.

Il tuo libro è molto interessante perché crea questo connubio tra ciò che la mente umana può suggerirci di fare per migliorarci e ciò che poi nella vita quotidiana andiamo operativamente a concretizzare facendo tutto ciò che serve per essere delle persone migliori, delle persone più produttive e delle persone più rivolte verso gli altri.

Quindi proprio il titolo “Amore per sé” spiega questo concetto partendo da noi stessi per aiutare gli altri. Spiegaci questo concetto.

È sempre necessario capire, ma non lo capiamo abbastanza, che amare sé stessi e dedicarsi a sé stessi per comprendere meglio chi siamo, che cosa siamo, che cosa c’è dentro di noi, se c’è qualcosa da guarire, da migliorare per potersi poi dedicare agli altri.

Se noi riusciamo a migliorare noi stessi, riusciamo anche a dare agli altri il meglio di noi stessi. Ma se dentro di noi esistono delle resistenze e dei problemi irrisolti rischiamo di trasmettere alle altre persone le nostre stesse difficoltà, i nostri stessi problemi e questo chiaramente non è utile a nessuno, anzi rischia di danneggiare chi riceve il nostro aiuto anche solo per amicizia, attraverso una relazione, attraverso un discorso o qualsiasi tipo di contatto, non necessariamente per motivi di lavoro ma semplicemente perché abbiamo davanti un interlocutore che ha bisogno di essere aiutato.

È meglio come dire ripulirsi ma per purificarsi un uomo ha necessità di conoscersi bene cercando di capire cosa c’è al proprio interno che può magari migliorare conoscendo quelli che sono i processi del nostro sistema innanzitutto celebrale e animico e quindi attraverso dei metodi che possono essere i più diversi, e attraverso la meditazione può entrare dentro sé stesso e comprendere cosa c’è che non va, quindi agire di conseguenza. Ovviamente è un processo lento, nel quale occorre una guida preparata in questo e chiaramente molto esercizio e studio.

Non è uno studio solo di noi stessi ma anche delle pratiche e esercizio. Il messaggio che io desidero mandare soprattutto in questo momento così faticoso e molto duro anche per i ragazzi è proprio questo: oggi siamo circondati esclusivamente dall’apparenza, dal denaro.

Sono significati che veramente permeano i giovani e la loro formazione, c’è molta superficialità e invece sarebbe utile una preparazione più profonda, un’introspezione maggiore nei ragazzi ovviamente aiutati dai genitori.

È chiaro che se in una famiglia un ragazzo è abituato a vedere determinate situazioni che possono essere le più disparate e le più dolorose anche è difficile per lui arrivare a questo processo.

Chiarissimo, perdonami la domanda se è troppo personale, ma c’è sempre uno pseudonimo per difendere la tua intimità, abbiamo parlato di un problema di salute che hai avuto, quanto questo evento difficile ha influito sulla creazione di questa opera?

Tanto. Ha influito veramente tanto perché in effetti mi sono resa conto da sola non del mio problema del quale non conoscevo neppure il nome fino a quando mi è stato diagnosticato ma mi sono resa conto che al mio interno era necessario mettere mano perché il mio corpo parlava, era come se si stesse ribellando a qualcosa che andava guarito e lì chiaramente ho cominciato.

La mia sofferenza era talmente grande a livello corporeo che ovviamente non era solo qualcosa a livello medico specialistico ma era qualcosa che se io avessi risolto alcune problematiche e avessi cambiato il mio stile di vita ero sicura che avrei fatto una buona parte di lavoro.

Mi sono resa conto che cambiare il mio stile di vita sarebbe stato basilare per affrontare tutto questo. Chiaramente non potevo cancellare né la mia vita passata o le mie vite passate tanto meno i problemi che ogni giorno vivevo.

Noi tutti viviamo una vita problematica, spesso e volentieri, non è possibile cancellare tutto ciò che è intorno a noi, chiudersi in una bolla, non parlarne più e pensare solo a noi stessi. Non è il modo di risolvere il problema, il problema è adattarci e quindi cambiare ciò che in noi non è esattamente corretto per poter accettare tutto ciò che ci circonda e quindi accettare gli altri con le loro problematiche e accettare tutto ciò che accade intorno a noi comprese le malattie.

Grazie Robin per questa tua confidenza molto utile per noi apprendere queste esperienze e capire come da queste esperienze negative possa nascere sempre qualcosa di positivo.

E questo libro, che vedete qua in sovraimpressione, “Amore per sé. Come conoscersi tra scienza e olismo” è proprio il risultato di questo aspetto positivo che nasce da uno studio, da un’esperienza forte, dalla volontà di migliorarsi e di far migliorare gli altri attraverso un testo.

Grazie veramente di cuore Robin.

A prescindere dal motivo di sfondo che c’è dietro al mio pseudonimo anche la copertina ha un suo significato. Lo stesso pseudonimo ha un significato e sta nella dualità perché noi tutti viviamo nella dualità, siamo fatti di luci e ombre, di bello e di brutto, di cielo e terra, siamo fatti di tutto questo.

Noi siamo figli dell’universo in realtà, siamo il frutto di un procedimento biologico e ci siamo evoluti in milioni di anni ma viviamo nella dualità perché questa è la caratterista dell’essere umano. Quindi il fatto che nella copertina ci sia un lottatore di tantissimi secoli fa, una maschera, questo è molto significativo perché spesso noi ci proponiamo agli altri mascherando quelle che sono le nostre emozioni, mascherando quello che noi in realtà siamo.

E lo pseudonimo da dove nasce?

E’ anche questo, la dualità. Robin Amery è la mia essenza cioè quello che in realtà io sono e quello che io voglio essere, rappresenta la mia dualità.

Uno è il mio nome vero e Robin Amery che è l’autrice è colei che mostra la sua essenza e quindi c’è questa dualità, c’è la luce e c’è l’ombra, c’è il lavoro che io ho fatto su di me che io offro a coloro che vorranno leggere questo libro dietro al quale c’è un metodo che io e qualcun altro possiamo offrire a chi lo desidera.

Noi siamo qui. Io sono qui.

Benissimo. Grazie Robin, grazie veramente di nuovo. Qual è il link del tuo sito dove trovarti?

Questo è il sito dove potete contattare Robin.

Grazie Robin ti mando un abbraccio e a presto

Grazie.

A presto e grazie di tutto

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