Max Nardari Meglio Fare 100 Cose Bene che una Male

Max Nardari Meglio Fare 100 Cose Bene che una Male

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuovissima intervista di Bookness. Per me è veramente un grande onore avere dall’altra parte un personaggio a dir poco poliedrico, un artista, una persona che si occupa di arte a 360°.

Lui è il grande Max Nardari. Ciao Max.

Ciao a tutti! Finalmente è uscito questo libro che ho partorito dopo tanto tempo di gestazione, durante il Covid.

Abbiamo parlato di questo libro con Bookness e con Emanuele e da lì è nato. Insomma ho visto la vostra attività, ho visto che siete forti in questo e quindi ho detto: “Perché non uscire con Emanuele, con loro, con Bookness e da lì mi sono spronato a scriverlo, perché poi, non ti ricordi, un po’ mi rincorrevi.

Non era facile riuscire a arrivare alla fase finale, visto che faccio 100 cose, che è il titolo del libro. Giusto?

Sì, effettivamente il lavoro che c’è stato dietro alla creazione di questo testo è un lavoro che per te, da come l’ho visto svilupparsi, è quasi stato come la creazione di una scultura.

Quindi hai lavorato veramente su ogni capitolo in maniera tale che, allo stato attuale, che ho avuto la possibilità di leggerlo in anteprima, è un’opera innanzitutto leggibilissima, ma che in ogni capitolo ti dà tutta una serie di informazioni molto utili.

Eccola qua, la vedete in sovrimpressione e il titolo è, il titolo Max è super contro intuitivo: “Meglio fare 100 cose bene che una male“. Spiegaci questa cosa che è fantastica.

Beh, allora sarò principalmente regista e produttore per coloro che non mi conoscono, quindi è già molto fare entrambi i lavori. Ho deciso di fondare la mia casa di produzione qualche anno fa dopo aver lavorato come regista in un film prodotto da altri.

Lavorare autonomamente con la mia energia, carisma, forza e determinazione fa sì che il progetto abbia maggior successo rispetto a quando altre persone, magari esterne, sono coinvolte, almeno nella mia esperienza. Ho visto che i risultati sono stati positivi, ad esempio il film che ho prodotto interamente io è stato trasmesso in prima serata su Rai1 lo scorso settembre. Molte perdite di tempo sono state evitate grazie a questa scelta.

Durante la pandemia, oltre a scrivere un libro, ho ripreso a fare musica, una passione che avevo abbandonato da tempo. Ho iniziato a scrivere canzoni vent’anni fa, quando volevo diventare un cantautore e partecipare a Sanremo. Dopo aver partecipato alle selezioni, mi sono reso conto che forse la mia vera strada era quella di creare e scrivere canzoni per altri artisti, come ho fatto per Raf e altri cantanti.

Successivamente ho abbandonato completamente la musica perché mi dicevano: “Devi concentrarti su una sola cosa, sei troppo dispersivo. Se vuoi, devi fare il regista!”. Sono laureato in Dams a Bologna e ho studiato anche sceneggiatura alla Rai. Ho frequentato un master in regia e ho fatto molte altre cose per dimostrare che non sono improvvisato nel fare il regista. Tuttavia, visto che il mestiere di regista è già di per sé impegnativo, fare anche lo sceneggiatore significa scrivere con altre persone e partecipare a incontri, mentre la musica era stata completamente abbandonata. Tuttavia, la mia passione per la musica è rimasta sempre dentro di me.

Durante il Covid ho frequentato i corsi di Roberto Re, uno dei più grandi coach in Italia di sviluppo personale, che mi hanno ispirato a riprendere la musica e ad abbinarla al cinema. Così è nato il brano “100 Cose”, con cui sono andato al Festival di Venezia. Ho iniziato a fare parallelamente il regista, il produttore, lo sceneggiatore e a scrivere canzoni. La mia esperienza come direttore artistico al festival di Sabaudia è stata un’altra di quelle cose che molti penserebbero essere troppo da gestire.

Proprio come Daniela Poggi scrive nella prefazione, “Max ama la vita perché gli permette di creare”. Per come sono ormai, credo di essere un creativo multifunzionale e questo libro è la sintesi di tutti questi anni di sinergie di lavoro. Spero che possa incoraggiare le persone a ritirare fuori i propri sogni e a reinventarsi.

Max, hai fatto un’introduzione vulcanica, multifunzionale, multidisciplinare, e da qui emerge questa tua caratteristica di avere l’attenzione rivolta quasi contemporaneamente su più fronti, dove su ogni fronte si sviluppa una tua dimensione creativa. Hai parlato di nomi molto importanti, il tuo libro ha delle prefazioni veramente autorevoli.

Il più grande formatore italiano, Roberto Re, ha fatto la prefazione del tuo libro, così come l’importantissima, famosa conduttrice e attrice Daniela Poggi. Ora, questi contributi vanno a rafforzare quella che è l’originalità del tuo libro, ok? Il tuo titolo è contro intuitivo e tu stesso, però, dici che nel momento in cui un certo tipo di attività multidisciplinari e multifunzionali sono svolte con una logica alla base che spieghi nel libro, ecco che la tua produttività e la tua vita possono cambiare. Ed è per questo che faccio una piccola osservazione in relazione a chi si rivolge questo libro.

Questo libro, come è scritto nella sinossi, nell’introduzione del libro, si rivolge a tutte quelle persone creative con molteplici potenzialità, ma che, interessante questo, per mancanza di fiducia in sé stesse non le sviluppano.

È rivolto quindi ai giovani universitari che si sono trovati nel periodo del Covid senza più prospettive per il futuro ed è rivolto soprattutto ai creativi. Ora la domanda che ti faccio è: come può un creativo, come l’hai definito tu, multifunzionale, dare comunque ordine a quell’esplosione vulcanica che accade in persone con queste caratteristiche?

Innanzitutto prendendo un’agenda e lavorando ogni giorno con gli obiettivi, scrivendo volta per volta. Io, vedi, metto le v su ogni cosa che faccio. Mi sveglio la mattina, faccio il mio mantra buddista e faccio un elenco di quello che devo fare, perché non è che la creatività significa per forza dispersività, è anche azione chiara e concreta. Quindi scrivo tutto quello che devo fare, porto avanti le cose simultaneamente. Sono molto a mille e si intravvede come persona sicuramente.

È bello dare anche degli esempi concreti, per quello è motivazionale, ma anche biografico, perché attraverso la mia esperienza io voglio incoraggiare gli altri raccontando cose concrete, non soltanto consigli così, insomma, perché sai, tante persone a volte mi scrivono: “Io sono un attore, sono un modello”. Ho fatto tutto un percorso di anni prima di arrivare a questa creatività multifunzionale. Ovviamente mi sono specializzato più in regia, però parallelamente ho sempre studiato musica.

E il libro nasce anche dal fatto che ho scritto sceneggiature. Quindi comunque c’è un amore per la scrittura, quindi c’è tutto uno studio, una preparazione. Non arrivi così dal nulla. Daniela Poggi ha capito pienamente questo perché Daniela è una conduttrice, come hai detto tu, ha fatto “Chi l’ha visto” per vari anni, poi è nata con la canzone. Lei nasce con dei pezzi pop dance. Ha fatto adesso un sacco di cose.

Abbiamo un corto che presenteremo al Festival di Venezia, tra l’altro in anteprima a settembre, un’altra cosa che volevo dire. Daniela è stata veramente, diciamo, la portavoce del mondo del cinema, mentre Roberto Re è il portavoce della leadership. Quindi queste due fazioni, giusto, come hai detto tu, unite, danno anche un senso logico al libro.

Esatto, quello che è emerso, perché ormai ci conosciamo Max da più di un anno e avendo letto il tuo libro, quello che ho imparato dalla tua conoscenza e dalla lettura del libro è una cosa che va, secondo me, a un livello diverso, nel senso che nel momento in cui si è così creativi, bisogna in qualche maniera essere se stessi al 100%.

Certo.

E questo sforzo che si fa tende a, come descrivi nel libro, sciogliere alcune tensioni, alcune ansie interne, ed essere più liberi per produrre su più fronti. E poi, ovvio, serve l’organizzazione, serve l’agenda, serve l’obiettivo.

Però è proprio questo, cioè essere completamente se stessi senza avere quelle frizioni, quelle ansie che sono legate al giudizio degli altri, che sono legate al pensare che magari un certo tipo di obiettivi temporali ed economici non possono essere raggiunti in una scadenza ben definita. Invece, paradossalmente, questo liberarsi permette poi alle cose di avere quell’evoluzione.

In maniera naturale. È giusto quello che hai detto. Poi ti volevo dire che l’altra sera abbiamo fatto una prima eccezionale.
Introducici questa sera, cioè tre sere fa hai fatto una presentazione spettacolare a Roma.
Il 22 ho fatto, a giugno, la prima del libro. Io stesso sono stato a dalle prime carine, anche di autorevoli personaggi. Normalmente sono nelle librerie, io ho scelto il Caffè Letterario perché lì girammo la scena con Alessandro Borghi. È un posto molto bello che sta a Roma, è enorme e sono venute 150 persone.

Fantastico. Quindi raccontaci com’è andata poi.

Guarda, una bellissima energia, perché sono un po’ uno che, chiaramente, essendo regista, ho preparato il palco, ho fatto sistemare tutto il tappo, che sarebbe l’immagine fissa.

C’era Daniela con me che abbiamo chiamato, i due presentatori, un ragazzo e una ragazza, due attori che hanno presentato, c’erano tutti i microfoni pronti, il fonico. Facevamo vedere delle pillole video per non stancare lo spettatore, quindi era tutto molto friendly.

Era un varietà.

Un varietà. Però con molta, veramente, c’è stata una grande attenzione. Il pubblico in sala ascoltava, quando a un certo punto vedevo che non vedevano, ho fatto spostare addirittura tutti in modo che tutti vedessero bene. Un’attenzione anche ai dettagli è molto importante, anche quando tu ti presenti è bello coinvolgere il pubblico, quindi magari anche per chi era più lontano, mi rivolgevo alle persone.

Manco alla prima di un mio film, ho visto tanta gente. Poi sai sono arrivati tutti col libro che avevano nel frattempo comprato, con gli autografi, per chiedere un saluto, un commento.

Quindi è stata carina questa cosa, non riuscivo neanche più a capire niente a un certo punto, abbiamo fatto delle riprese, adesso le avete viste e sono veramente soddisfatto. Ovviamente questa è stata la primissima presentazione. Ora faremo un tour che andrà avanti per molto e lo collegheremo magari all’uscita del corto di Venezia, quindi, insomma, voi tutti che state seguendo, sappiate che il libro è uscito su Amazon e lo dirà Emanuele. Dove è uscito il libro?

Certo, lo potete trovare su Amazon principalmente in cartaceo e in ebook, quindi compratelo perché questo è veramente il frutto di un pensiero alternativo. Ma ripeto che in quello che è il titolo contro intuitivo si va veramente all’essenza e al cuore di quello che siamo. In base a ciò che siamo, otteniamo il meglio di noi stessi grazie a un certo modo di operare, Max lo spiega benissimo all’interno del libro.

Ora Max, ti ringrazio per il tuo contributo. Ci riaggiorniamo prossimamente perché questo libro avrà una vita molto, molto florida, quindi ci saranno molte presentazioni, nuovi eventi e magari faremo una nuova video intervista fra un po’ e sarei molto felice.

Grazie. Seguitemi su Instagram, su Tik Toc e Facebook. E il mio canale Maxnardari.com.

Ok, Max, ti ringrazio tantissimo, ti mando un abbraccio. A presto! Ciao, ciao.

Grazie a te. Ciao.