Mauro Russo autore del libro Ipnosi e Regressione

Mauro Russo Ipnosi Regressione vite precedenti

Ciao a tutti e benvenuti a questa nuovissima intervista di BookNess! Per me è veramente un grandissimo onore avere dall’altra parte una persona fantastica dal mio punto di vista.

Mauro Russo consulente ipnotista-ipnologo, e poi ci spiegherà le differenze.

Ciao Mauro, dicci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao Emanuele, il nome dice tutto, ipnologo, ipnotista, insomma non posso aggiungere altro.
Ma qual è la differenza tra ipnologo e ipnotista?

L’Ipnologo di fatto sarebbe chi studia l’ipnosi, mentre l’ipnotista e chi la pratica.

Un po’ come dire uno studioso di storia o insegnante di storia, spesso coincidono, non è che se qualcuno studia un qualcosa poi non la pratica in qualche maniera, la distinzione è quella. Diciamo che principalmente mi occupo di ipnosi regressiva alle vite precedenti, o meglio di ipnosi legata alla crescita personale, al miglioramento di se stessi e al migliorare la propria vita, perché con l’ipnosi c’è di tutto.

Però il termine così da solo non dice nulla, l’ipnosi di per sé spazia da Giucas Casella, e tu hai un po di anni come me e quindi ce lo ricordiamo il sabato sera assieme a Raffaella Carrà, agli interventi chirurgici dove da tempo la usano in sala operatoria come sostituto dell’anestesia.

Quindi dico ipnosi senza mettere le parole dopo per definire il campo che viene utilizzato, è come dire libero professionista, per cui dico che mi occupo nello specifico di ipnosi regressiva alle vite precedenti.

Mauro, sei autore di un libro veramente intrigante, che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima come spesso accade.

Il libro in sovra impressione si chiama “Ipnosi e Regressioni” false credenze e nascoste verità, quindi è assolutamente intrigante.

La domanda che ti faccio è di spiegarci meglio il concetto di regressione.

Tra le tante utilità che l’ipnosi da é uno stato diverso di coscienza rispetto a quello che è la quotidianità. La regressione è sfruttare questo diverso stato di coscienza per poter accedere a dei ricordi che noi abbiamo. Per poter accedere alla nostra percezione interna, inconscia, di determinate dinamiche che sono accadute nella nostra vita o che si ripetono. Per trovare l’origine di alcuni disagi per poterli sciogliere.

La regressione é questa nella sostanza, non è altro che andare indietro nel tempo a recuperare dei vissuti di altre vite, se vogliamo credere nella reincarnazione, ma anche se qualcuno non volesse credere nella reincarnazione la cosa importante qual’è?

Se nello stato di ipnosi Emanuele vive quella situazione e risponde alla mia domanda in quella maniera, vuol dire che quell’informazione è dentro a Emanuele, indipendentemente da dove venga.

Se anche per assurdo fosse frutto di un ricordo, di una informazione passata da qualcun altro o della sua fantasia, comunque quell’informazione lo sta condizionando, perché per la nostra mente fra il reale e l’immaginario non c’è neanche differenza.

La nostra mente vede dei quadri e se sono dipinti dalla realtà o dalla fantasia nulla cambia.

Stavo leggendo una cosa è per un attimo mi ha colpito perché sembrava la mia biografia. Tu scrivi nella sinossi del libro, uno come tanti immerso in una carriera manageriale e una vita apparentemente bene al di sopra della media, ma che non riusciva a nascondere il disagio interiore.

Sembra la mia vita di 11 anni fa quando lavoravo come manager per una multinazionale, ed effettivamente avevo necessità di fare qualcosa di diverso. Quel qualcosa di diverso poi negli anni l’ho fatto dedicandomi alla mia passione.

La fine di tutti manager a una certa età, dovere mandare tutto a quel paese e iniziare a fare quello che gli piace per davvero. Nel mio caso Emanuele, nella mia carriera manageriale mi permetto dire di avere 53 di anzianità.

Sono nato in Salento e come sai mio padre faceva il rappresentante prima ancora che io nascessi e quindi era il suo sogno, come era ovviamente il sogno di un qualsiasi rappresentante negli anni 70, che il figlio arrivasse a un livello maggiore e magari diventare un direttore marketing di un’azienda.

Non si sapeva neanche come si scriveva negli anni settanta marketing, perché non era una parola così usuale, però di fatto spintaneamente e non spontaneamente, perché con mio padre non potevi dire voglio fare questo, non avevi da ribattere, era la sua linea che in una qualche maniera mi ha spontaneamente indirizzato in quella strada.

Ho studiato economia e commercio come sai, però sono sempre stato affascinato da come funziona la mente fin da da bambino e devo dire che mi ha aiutato anche la mia esperienza manageriale, che mi ha aiutato sotto molti aspetti dell’economia. Alla fine sotto molti aspetti l’economia è vicina alla psicologia, la vendita è vicina alla psicologia.

Pensa che non sono il primo e non sono l’ultimo che dal mondo economico si è spostato nel mondo del come funziona la mente, così come ci sono degli psicologi che hanno vinto il premio Nobel in in economia. Quindi alla fine è tutto comunque correlato a quello che è l’empatia, a quello che succede nelle dinamiche della vita.

Quello che è accaduto a un certo punto è che ho visto davvero il cambio di generazionale, da decennio in decennio di quello che era il mondo aziendale e quando a un certo punto sono arrivato ai 40 anni non mi piaceva più, non c’era più un rapporto umano nell’azienda, ma solo numeri.

Quando ti trovi il sabato sera alle due di notte a fare dei Power Point da mandare dall’altra parte mondo ho detto basta, non era più quello che mi piaceva, non c’era più il contatto umano che mi piaceva e il dialogo con le persone per cui ho iniziato questa carriera.

come ti capisco…

Poi io mi sono avvicinato all’ipnosi per riparare me stesso, le mie dinamiche e mi si è aperto un mondo.

Ho scoperto quanto sia fantastica e risolutiva nello sciogliere proprio dei blocchi, dei disagi, delle dinamiche
inconsce, e in un momento in cui avevo deciso che non volevo continuare, non avevo neanche le idee ben chiare. Anzi, era un momento in cui stavo facendo altri corsi di crescita personale sulla fisica quantistica e sulla Metamedicina con la Claudia Rabil e altri.

Ho continuato poi a farlo per piacere, e mi applico anche unendoli a quella che è la mia attuale professione traendone beneficio. In quel momento si aprì l’opportunità di fare ipnosi, e voglio dire che devo ringraziare mia moglie perché lei fu la prima a dire voleva andare a fare una seduta di ipnosi regressiva alle vite precedenti. Per me che venivo dal mondo economico, realistico, razionale e capricorno come segno zodiacale era strano.

Mi ricordo quando è nato mio figlio che ora ha 23 anni, mi dissero che quando doveva nascere dipendeva dalle maree, e dicevo voi siete tutti fuori di testa. Che mio figlio nascerà a seconda delle maree o a seconda della luna per me era da fuori di testa. A distanza di 23 anni sono qui a raccontare che è vero.

Mauro stavo leggendo le fantastiche recensioni che ha questo libro.

Ventuno recensioni, una media quasi al limite delle 5 stelle, e ne leggevo una che dice: “Questo libro a differenza di altri presenta la peculiarità di spiegare in maniera pratica semplice e razionale quanto ciò che accade durante una regressione non sia qualcosa di misterioso ma di spontaneo”.

Molto interessante questo aspetto, quindi la regressione è un processo naturale?

É un processo naturalissimo e dico sempre che quello che viene fuori dalla persona è un processo spontaneo. Il mio lavoro è un po come se fosse l’istruttore di scuola guida.

Quando andavamo a scuola guida ci davano delle istruzioni e nel mio caso come nel tuo il 90% delle istruzioni erano simili, però ci portavano in una direzione piuttosto che in un’altra. Ma quel lavoro lo facevo io, lo facevi te alla guida, nell’accelerare, nel mettere la freccia, nel parcheggiare, quindi è un processo spontaneo.

Noi tutti oggi guidiamo in uno stato paradossalmente di ipnosi, di trans. La guida è uno dei classici casi di trans, dove spontaneamente ti trovi da A a B, senza neanche renderti conto di tutto quello che è passato nel mezzo, senza averci messo attenzione su quella cosa, ma comunque ti ha portato da A a B.

A chi è rivolto questo libro?

Questo libro è rivolto a chi è stuzzicato dalla parola ecchimosi ma ne ha anche paura.

Perché un altissima percentuale quando sente parlare di ipnosi, ovvero quelle che mi contattano su Facebook o quelli che mi contattano quotidianamente, se leggi scrivono che vorrebbero farla ma hanno paura, perché non sanno cosa può succedere, che cosa ricorderanno, che cosa accadrà, se era una strega cattiva o che cosa avrò fatto di male.

A questo rispondo quello che la tua anima tira fuori in uno stato di trance, di regressione, non viene mai fuori nulla per fare del male, premesso che è quello che ti farebbe emergere oggi non sarebbe la stessa cosa che ti farebbe emergere se fai la seduta fra un mese o l’avessi fatta un mese addietro,

Viene fuori e viene vissuta ad un livello emozionale proprio per sciogliere quel blocco e quindi in maniera ben diversa da come noi la immaginiamo con la nostra mente. Quindi il libro il libro è stato scritto proprio per chiarire quanto ci sia di nascosto.

Perché il 95% delle persone che ti dicono che l’ipnosi regressiva alle vite precedenti è pericolosa, perché potrebbero esserci dei traumi, ma sono pronto a scommettere che se gli chiedi se l’ha mai fatta ti diranno di no, l’hanno sentito dire da qualcuno che non l’ha fatta.

Se queste persone avessero fatto una seduta di ipnosi non avrebbero il dubbio se si ricorda oppure no, hai la certezza che ti ricordi tutto perfettamente e sono pronto a scommettere qualsiasi cosa. Anzi, quello che accade è che la persona in uno stato di trance, quando gli chiedo per esempio come eri vestito, mi dice il vestito rosso. Poi fuori dallo stato di trance manco ti ricordi quello che mai detto.

Chiedo se aveva il vestito rosso e mi dice sì, ma era rosso però con i bottoni marroni e aveva il merletto sotto, cioè aggiunge tanti di quei dettagli che la persona ricorda, che è inequivocabile.

Ho utilizzato prima un aggettivo che mi veniva prima di parlarti, intrigante.

É diverso tempo che non ci sentiamo, ma ribadisco, l’aggettivo che dopo questa chiacchierata mi viene fuori è intrigante, veramente intrigante questo libro, questa materia.

Quindi Mauro, quali sono i siti dove possiamo approfondire la conoscenza dei tuoi studi o con la tua persona?

Il mio sito è semplice, www.ipnosiviteprecedenti.it

Se qualcuno volesse scriverti?

Se qualcuno volesse scrivermi info@ipnosiviteprecedenti.it

 

Si può fare un’ipnosi in videochiamata?

Il 90% dei pazienti lo fa online.

Sul mio sito si trova la pagina ipnosionline.

Fantastica questa cosa, non la sapevo.

Pensavo che bisognava essere per forza presenti dal punto di vista ambulatoriale.

Ero il primo a non crederci, però nel frattempo studiavo e mi occupavo di ipnosi e avevo le competenze di tutto il resto, anche di fisica quantistica.

Poi a un certo punto ricordo l’ultima volta che Brian Weiss volò in Italia, che come sai è il padre dell’ipnosi regressiva alle vite precedenti, e mi disse che non credeva nell’online, però funzionava, perché ho visto che le persone si possono collegare al mio studio risparmiandosi anche 2000 km di viaggio e cosi sono meno stressate.

Allora iniziai a chiedermi, se si è convertito Brian Weiss che non è l’ultimo arrivato nel mondo dell’ipnosi regressiva e che ha 70 anni, potrò provare anch’io che ne ho 45 è quindi iniziai a provare.

La cosa stupefacente, contrariamente a quello che si pensa e che nel 90% dei casi, cioè, quando le facevo prevalentemente online, avevo una casistica di persone che non andavano in ipnosi. La prima volta può anche succedere che una persona non vada in ipnosi, per via della tensione, ecc.

Quello che dico sempre alla persona anche se non andasse in ipnosi garantisco che dopo due ore e mezza o quando ci lasciamo, non sei più la stessa di prima. Un po’ come dire, vado in piscina e anche se la prima volta non riesco a nuotare e a fare tutta la vasca, ho comunque imparato qualcosa nei movimenti per nuotare. La prima volta che vado in bicicletta senza rotelle ho imparato ad andare? No, probabilmente ho imparato a stare in equilibrio, quindi mi è servito.

Nel caso della seduta face to face, la casistica di persone che la prima volta potevano non andare in ipnosi era intorno al 15/20% e ti posso assicurare che nel caso dell’online si riduce al 1/2%

Perché la persona non è condizionata essendo nella sua adorata zona di comfort.

‘Ti spiego il perché.

Per esperienza credo di non sbagliare nel dire che le sedute online che faccio, e credo di essere tra i primi posti in tutta Italia e quindi di aver accumulato una consistente esperienza anche dal punto di vista numerico, le cose complementari rispetto ad una seduta di ipnosi regressiva sono due.

La prima è l’empatia e la fiducia e l’altro il rilassamento della persona. É un po’ come dire che serve la teglia e il forno se faccio una torta, posso avere i migliori ingredienti ma se non ho il forno o la teglia la torta non si fa. Quindi che cosa accade?

Il primo falso problema che la mente mette davanti nel decidere di fare una seduta di ipnosi per ostacolarti, è la paura del tuo cambiamento. Sarebbe come dire che trovi un ipnotista vicino a casa, però non ti fidi perché sarebbe comunque come una donna che deve andare dal ginecologo del condominio anche se non si fida. Se trovi una persona di cui ti fidi, per esempio un avvocato o qualcuno specializzato in qualsiasi disciplina e sta a Palermo, dove vai?

Da quello più vicino anche se è così così o ti colleghi online se hai la possibilità?

L’altro tema è il rilassamento. Una persona dieci giorni addietro di 81 anni, e mi rendo conto che magari a quell’eta è più difficile parlare di online, questa persona da Udine ha preso il treno per venire da me a Rimini cambiando tre treni e mettendoci sei ore per arrivare. Capisci che questa persona quando è arrivata da me, era tutt’altro che rilassata.

Ovviamente ci ha messo molto per andare in rilassamento però probabilmente se l’avessimo fatto online dopo dieci minuti si sarebbe rilassato e non avrebbe affrontato 12 ore per andare e venire da Udine. Il rapporto con l’ipnotista non è come quello del massaggiatore o del dentista che ti deve toccare.

Sotto ipnosi non perdi la coscienza, è una delle più grandi false credenze, lo può dire solo chi non l’ha mai fatta. Però e ti ripeto, la mente di una donna per com’è, se incontra uno sconosciuto che dice “chiudi gli occhi e fidati di me” chiama il 113 o ti spruzza il spray al peperoncino. Quindi capisci che comunque un minimo di forte tensione c’è.

Perché prendi il treno, l’auto e non so dove parcheggiare, non so se trovo traffico in strada per andare a casa di una persona che non conosco, nel suo studio, mi fa accomodare su una poltrona comoda con la luce soffusa con la candela, con la musichetta soft, con l’incenso acceso e poi ti dice stai tranquillo, rilassati e chiudi gli occhi ecc. La prima volta che viene da me sono uno sconosciuto per quella persona.

Come dico sempre, potresti prendere l’aereo e andare da Brian Weiss in America, ma se quando arrivi nel suo studio e dietro la scrivania ha un quadro che ti rievoca qualcuno che avevi come vicino di casa quando eri piccola, e chi ti voleva molestare, non sarai mai rilassata, perché quel quadro manda in allerta la tua mente.

Mauro ci hai aperto un mondo straordinario e devo dirti che mai hai quasi ipnotizzato.

Quasi, e online.

Quando passi nelle marche che siamo così vicini e ci facciamo un bel pranzetto?
Ti vengo a trovare non c’è bisogno di passare, perché vado frequentemente su e giù per lavoro, cosi quando passo per il Salento ci mettiamo d’accordo e vengo volentieri, con grande piacere.
Mauro sei un grande.

Un abbraccio a presto.

Ciao Emanuele e grazie.

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