Marinella Sesana pubblica libro La cruna dell’albero

Buongiorno a tutti. Per me è un grande piacere avere dall’altra parte Marinella Sesana, autrice del libro “La cruna dell’albero“.

Ciao Marinella, dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Ciao Emanuele, grazie di quest’occasione. Sono Marinella, abito a Parma e in realtà per trent’anni ho fatto tutt’altro, cioè ho lavorato in un ufficio commerciale estero per il Medio Oriente.

In realtà sono tuttora in questa funzione, anche se ho preso due anni, diciamo così, chiamiamoli sabbatici, per capire che cosa voglio fare da grande e, quindi, come in ogni momento in cui si decide di cambiare, arrivano, arrivano cose, si crea, diciamo. Sono entrata nel flusso della creatività, in particolare pittura e scrittura. E quindi “La cruna dell’albero” è il primo frutto che l’albero mi ha donato.

Sì, gli alberi parlano attraverso il disegno neurografico, quindi, la creatività sicuramente non manca.

Ma anche alla base ci sono tutta una serie di leggi, che tu già me ne avevi discusso, ho avuto la possibilità per fortuna di leggere in anteprima il tuo testo; parlaci, ecco, di questa connessione tra il disegno e ciò che succede in natura.

Sì. Il lato creativo in sé è partito sicuramente dalla mia essenza e la mia essenza è: non potrei vivere senza un contatto con la natura, cioè non vivo senza gli alberi, non vivo senza il verde, le montagne, le rocce.

Ho proprio questa connessione naturale con gli elementi. Dopodiché è comparso nella mia vita all’improvviso, tramite l’amica Marina Argenti, il disegno neurografico. Già mi dilettavo di pittura e il disegno neurografico per me è stato una scoperta, è un modo di lavorare su se stessi e sui propri, chiamiamoli, blocchi, talenti anche, attraverso in questo caso la forma dell’albero, perché Marina Argenti è formatrice di disegno neurografico, certificata.

Ha lavorato, ha fatto sette, un progetto di sette incontri, tutti incentrati sulla forma albero, anche se il disegno neurografico include moltissime altre forme e partendo dalle leggi della prosperità e dell’abbondanza, “liberamente ispirato” alle leggi dell’abbondanza di Deepak Chopra.

Mi presentò questo progetto, e mi dilettavo in scrittura e, leggendo il suo progetto, mi venne proprio l’idea di dirle, così in maniera molto spontanea: “Ma perché non ci scrivi dei racconti, uno per ogni modulo?” E lei mi rispose: “Ma sei tu la scrittrice, perché non li scrivi tu?”

Certo! E poi ricordiamo che Marina Argenti è anch’essa autrice con Bookness del libro “Gli oracoli dell’amore”.

Assolutamente.

Quindi salutiamo Marina e la ringraziamo.

Ciao Marina, grazie. Assolutamente sì, sì. Siamo tue seguaci di Bookness.
Marinella dici nel libro: “Ogni storia ha la sua verità che giunge a noi attraverso la voce degli alberi, amici saggi e generosi, testimoni del nostro errare sin dai tempi antichi”. Questa è una frase, come dire, che ha una profondità atavica, ma trasmette tanto da un punto di vista anche emozionale.

Qual è la tua opinione in relazione a ciò che sta accadendo nei nostri tempi? Purtroppo, in relazione al disboscamento, in relazione a tutto quello che l’uomo, purtroppo in maniera invasiva e a volte distruttiva, sta facendo nei confronti della natura.

Questa domanda che tu mi fai è molto profonda e ci si potrebbe fare un dibattito eterno, ma siccome non sono un’esperta di geopolitica, ma m’interessa l’essere umano, ti rispondo con una frase che c’è nel libro, ossia: “L’unica via è la via del cuore”. Quando l’essere umano rimane connesso al cuore, al proprio centro, riesce a comprendere, a rimanere centrato su quello che è il senso della sua esistenza in questo universo che non è quello di distruggere, ma è quello di connettersi.

Se noi osservassimo meglio la natura, ci sono infinite cose che noi possiamo imparare dalla natura, anche a risolvere, anche il problem solving può essere ispirato dalla natura, è che noi abbiamo questa parte egoica così sviluppata, per cui ci siamo un po’ lasciati trasportare.

C’è il bellissimo racconto nel libro dell’albero che è tutto preso dal suo ego e s’incazza perché lui è un sempreverde e lui dice: “Io devo brillare,” l’ego dice, “io devo brillare, io…”, mentre gli altri sono destinati a perdere le foglie, a farsi, così, come dire, vittime dei cicli naturali. Poi, dopo, con intervento saggio, si accorge che il suo compito non è quello di brillare, ma lui stesso è parte intima del ciclo naturale. È che quello è il suo compito. Il suo compito è quello di brillare, perché è un sempreverde.

Quindi il segreto è riuscire ad arrivare alla propria essenza, all’essenza di quello che è il tuo compito in questo mondo. Il mio compito, a quanto pare, è quello di portare luce e portare qualche messaggio attraverso la parola, come te del resto credo, sei un tramite, tu sei un mezzo.

Siamo tutti dei mezzi. Allora Marinella, a chi è rivolto nello specifico questo libro? Per chi è?

Guarda, quando l’ho pubblicato, ci ho pensato. Perché, appunto, rispondendo così alla mia essenza, la mia verità, tante persone che mi conoscono sono rimaste un po’ perplesse, da dipendente di casa farmaceutica a un libro che ha a che fare con la natura e con l’anima, fondamentalmente, ma l’anima delle cose.

È un libro per bambini. È un libro per adulti. Ci sono delle favole che possono essere lette ai bambini prima di addormentarsi o, come si dice, agli adulti per farli risvegliare. È un libro per tutti, per riconnettersi a sé stessi, alla natura, al senso della vita. Basta anche una piccola parola o anche solo l’ispirazione di un disegno.

Nell’Antico Egitto c’è un modo di dire che era il Canu, il Canu era, diciamo, l’iniziato, in realtà era il giardiniere, il giardiniere. Ma il compito del Canu era quello di cercare di andare a risvegliare gli altri. Non ce l’aveva proprio “manco pu capo”, come si dice a Napoli. Il suo compito era talmente centrato su di sé, che abbelliva questo suo giardino interiore, per cui gli altri rimanevano poi ispirati ed estasiati alla vista di quello che gli succedeva.

Credo che sia questo. Sono in un momento di trasformazione, di cambiamento della mia vita e, diciamo, porto fuori quello che ho dentro. Attraverso disegni, attraverso le parole, attraverso la pittura. E se con questo, una qualsiasi persona che capita su Amazon o attraverso di voi e il mezzo che voi mi date, grazie a questa intervista, viene attratta da un colore, da una linea, da una sola parola che ho messo in questo libro, e la legge, per me è una gratitudine infinita.

Quindi chiunque può leggere questo libro, il manager e il bambino, tu a tuo figlio questa sera se non hai una cena con gli amici.

È bellissimo il target che hai descritto, solitamente quando un autore mi dice: “Questo libro è per tutti”, e faccio un piccolo rimprovero, no, attenzione, questo non è per tutti, però il momento in cui tu mi hai dato come target il bambino prima del sogno e l’adulto per risvegliarsi, questo target è meraviglioso e ti dà onore per come hai interpretato la valorizzazione artistica e narrativa di questa opera in funzione della persona a cui si rivolge.

Quindi hai pensato veramente con una mentalità ampia e cercando di entrare nell’intimo delle persone a più livelli.

Sì, perché il linguaggio della favola è in realtà un linguaggio, chiamiamolo così, fanciullesco, il “c’era una volta”. Però sfido chiunque, qualunque adulto, come me e te, al solo sentire il suono “c’era una volta” non ti nasce qualcosa? A me sono tornate in mente le favole.

Mi ascoltavo delle favole sonore, quando ero piccola, le giravo su giradischi e sentivo queste favole e tutti iniziavano col “c’era una volta”. E maggiormente ora è un momento in cui la connessione tra adulto e bambino deve essere molto forte, perché i bambini saranno le nostre guide, perché loro nascono già molto più aperti, molto più…

Incontaminati.
Esattamente. Incontaminati!
Benissimo. Marinella, come ti sei trovata con il nostro servizio di pubblicazione?

Allora, per me è stato illuminante. Voi avete una preparazione, quindi date una quantità di, chiamiamola, slides, la parte creativa dentro di me mi voleva dire: “Dai dai, saltala e vai!”, e invece è stata fondamentale.

Per esempio, la scelta del titolo, io non volevo chiamarlo così, quindi il titolo è stato completamente cambiato e questo grazie alle istruzioni che voi date nelle slides di presentazione che mi hanno portato a fare una piccola ricerca sul titolo e anche la ricerca della copertina, in questo caso, è stata per me una sorpresa sentire quanto era importante per me, da creativa, mettere una copertina che fosse disegnata da me. Sono stata lì lì per cedere, perché c’erano problemi di colore, di nuance, eccetera, ma era soprattutto importante mettere in copertina un disegno creato da me, ma che fosse un disegno neurografico.

Quindi c’è tutta una parte di creazione, dove voi siete esperti, avete un know-how, una professionalità e ringrazio in primis anche Costanza che secondo me è un angelo custode. Prendete per mano e se noi rimaniamo in ascolto, accettiamo il vostro consiglio, senza avere la pretesa di dire: “No, so già fare, faccio come voglio io”, se ci mettiamo in ascolto e accogliamo il vostro know-how e la vostra professionalità, si possono fare grandi cose.

Per me questo è un piccolo gioiello. Grazie a voi.

Marinella, grazie di cuore. Ti mando un abbraccio, vedete, qua in sovraimpressione, la copertina del libro “La cruna dell’albero” col disegno neurografico di Marinella.

Vi ricordo che questo è un bellissimo libro a colori con delle immagini dentro, con il contributo di importanti persone, professioniste come Marina Argenti, e una serie di racconti, di fiabe che vanno anche in un’ottica di assoluta riflessione interiore.

Gli alberi parlano attraverso il disegno neurografico e quello che esprime meglio è tutto questo mondo dentro Marinella che vuol trasmetterci con questo stupendo libro. Marinella, ti mando un abbraccio, a presto.

Grazie a voi. Ciao Manuele. Buon lavoro.
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