Marco Dresseno, grande sbandieratore autore libro Una bandiera per amica

Marco Dresseno, grande sbandieratore autore libro Una bandiera per amica

Ciao a tutti. Benvenuti in questa nuovissima intervista di Bookness. Per me è veramente un grandissimo onore avere dall’altra parte una persona per me straordinaria.

Si chiama Marco Dresseno ed è autore del libro “Una bandiera per amica“. Ciao Marco, dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Ciao Emanuele. Sono Marco Dresseno e di professione faccio il geometra, quindi un libero professionista. Però come hobby ho quello delle bandiere, cioè faccio lo sbandieratore, una passione nata  all’età di 15 anni e che adesso, che ne ho più di 40, mi segue ancora.

Fantastico! Quindi un libro che va a valorizzare quelle che sono le tradizioni, la storia, la cultura di un paese meraviglioso come quello in cui viviamo. E come ti è venuta l’idea di scriverci un libro su questa tua passione?

Praticamente tutto nasce dalla mia passione per la lettura. Non sono un lettore accanito, ma leggo spesso molti libri. Circa cinque o sei anni fa, ho iniziato a leggere molte autobiografie di personaggi del mondo dello sport, come quella di Valentino Rossi, di Ibrahimovic e di Agassi, che mi hanno appassionato molto.

Questi libri mi hanno mostrato degli aspetti dei personaggi che magari non si vedono comunemente, nonostante siano sempre in primo piano. In particolare, ho notato che in tutti questi libri risaltavano sempre le emozioni dei vari sport praticati.

Così ho pensato di raccontare la mia esperienza nel mondo degli sbandieratori, uno sport molto di nicchia che non ha la stessa visibilità di altri sport ma che può coinvolgere molto. Ho provato tante emozioni che ho ritrovato anche in altri sport e in altre autobiografie.

Ho cominciato a scrivere le mie idee riguardo al mio percorso e anche a quello del gruppo di cui ho fatto parte, chiamato “Città Murata di Montagnana”. Questo gruppo è originario del paese dove risiedo e dove sono nato. In 25 anni, siamo diventati uno dei gruppi più forti di sempre in questa specialità, partendo da un piccolo paesino di provincia che non era conosciuto da nessuno.

A livello mondiale?

A livello italiano, perché negli altri stati sono pochissimi. Non è così forte la tradizione. In qualche stato europeo ci sono sbandieratori, ma è principalmente una cosa italiana. Però in Italia ogni anno ci sono varie federazioni, la federazione di cui faccio parte punta molto sul lato sportivo; quindi, una volta all’anno c’è il campionato italiano degli sbandieratori.

C’è tutto un regolamento, ci sono delle specialità per ogni tipologia di bandiera e quindi si disputa il campionato italiano per decidere qual è il gruppo più forte in Italia. E con il mio gruppo ho avuto la fortuna di vincerne ben dieci in 25 anni e quindi siamo diventati uno dei gruppi più importanti a livello nazionale.

Nel libro ho voluto un po’ ripercorrere questo percorso sia del gruppo che mio personale, raccontando un po’ quelle che sono le specialità, le emozioni che si provano nella gara e nei rapporti con gli altri, nel conoscere nuove persone in giro per l’Italia. E pian pianino ho buttato giù una serie di idee che nel corso del tempo, ci ho messo due, tre anni, perché scrivere non è il mio mestiere. Quindi dopo due, tre anni che ho buttato giù una quarantina, cinquantina di pagine A4, ho detto: “Se andiamo avanti così non finisco più, ho bisogno di un aiuto.”

E quindi mi stai dicendo che tu sei uno dei più grandi sbandieratori della storia, corretto?
Grande, no. Dai! Insomma, ci sono sicuramente sbandieratori più forti di me, perché, come volevo dirti, ci sono gli sbandieratori quattro specialità: il singolo, la coppia, la piccola e la grande squadra, che varia in base al numero degli atleti che ne fanno parte. Però, per dirti, nella somma delle medaglie vinte, sono quello che ne ha vinte di più in Italia.

Bisognerebbe ripercorrere gli anni ’60 in poi questi campionati, quindi bisognerebbe fare una verifica. Però quasi sicuramente sono quello che a livello numerico ne ha vinti di più di titoli italiani in grande squadra e in piccola squadra. Però ci sono anche degli atleti che ne hanno vinti meno di me, però hanno vinto in tutte le specialità, quindi sicuramente sono anche più forti di me. A livello numerico, puramente numerico sono uno di quelli che ne ha vinti di più.

Vedi Marco, sin da subito ho apprezzato la tua gentilezza, come persona, la tua umiltà. Quello che conta sono i numeri nello sport, quindi sei tu il più grande sbandieratore di tutti. Sei quello che ha vinto più medaglie di tutti in Italia, nella storia.

Me la cavicchio anch’io dai, diciamo così.

Direi di più, di più. E complimenti per la tua umiltà. Una grandissima curiosità: ma come è nata questa passione? Cioè, come ti è venuto in mente di prendere questa bandiera, iniziare a tirarla per aria?
Praticamente tutto nasce dal luogo dove sono nato. Perché dove abito a Montagnana, in provincia di Padova, c’è un palio famoso che si chiama “Il Palio dei dieci comuni del montagnanese” in cui ogni anno, la prima domenica di settembre, c’è la corsa dei fantini.

Ci sono praticamente i fantini che rappresentano i dieci comuni; quindi, sono dieci fantini che competono per vincere questo palio e ovviamente fin da piccolo il nonno mi portava a vedere il palio e, oltre alla corsa dei cavalli, quello che colpiva di più la mia attenzione era l’esibizione degli sbandieratori e ogni gruppo dei dieci comuni aveva il suo gruppo di sbandieratori, adesso purtroppo nel corso del tempo qualcuno non c’è più, però da piccolo ce n’erano tantissimi.

Da piccolo mi ricordo che restavo impressionato da questi movimenti, da questi lanci di bandiere colorate in aria e da lì è partita la voglia di entrare, di conoscere questo sport da più vicino. Poi verso i 15, 16 anni, quando facevo la prima superiore, grazie a un amico che aveva appena iniziato a sbandierare all’interno del gruppo di Montagnana mi ha detto: “Ma vuoi venire a vedere anche tu e provare?” E ho detto dubito di sì, perché non vedevo l’ora ed è partito il percorso.

E come è stata la prima volta che hai preso questa bandiera in mano e hai provato a fare un’evoluzione?
È stato bellissimo, emozionante, perché quando andavo a casa, mi facevo costruire dai miei genitori, delle bandierine in miniatura per provare a giocare, però ovviamente non erano professionali come quelle che si usano normalmente, anche perché non avevano il piombo che è fondamentale per far girare la bandiera in aria.

E quindi la prima volta che le provi senti questo piombo pesante; quindi, la bandiera è veramente più pesante, e quando la lanci in aria e ti vedi arrivare questo peso addosso, ti fa un po’ impressione. Però quando riesci a riprenderla è una soddisfazione enorme. Quindi è veramente stato emozionante, specie per un bambino che l’ha sempre visto fare e per la prima volta prova anche lui a farlo.

E quante volte ti è caduto in testa?
In testa per fortuna nessuna, però capita. Ci sono sbandieratori a cui sono restati i punti come ricordo. Però, insomma, si spera di evitarli. Capita però, nel mondo ce ne sono stati tanti che ne hanno prese in testa, o nelle braccia o in parti del corpo. Si fa presto, insomma, bisogna stare attenti, a non dormirci sopra, ecco!

Esatto. Quindi questa grandissima passione, immagino gli allenamenti estenuanti che avrai fatto, la continuità per raggiungere i tuoi livelli. Insomma, hai passato buona parte della tua vita con una bandiera in mano, tirandola e riprendendola. Da qui, ecco quello che interessa, magari a chi ci sta seguendo è il libro.

Il libro che tipo di riconoscimento ulteriore ha dato a questa tua bellissima passione?

Sicuramente appena è uscito, più che altro da quelli che fanno parte del mondo degli sbandieratori in giro per tutta Italia, ho avuto moltissimi riscontri, l’hanno acquistato. Mi sono piaciute un sacco le recensioni che mi hanno dato, perché molti mi ringraziavano, perché si rispecchiavano nelle emozioni che descrivevo e quindi ho avuto punti di riscontro che non sono solo le emozioni che provo io, ma sono per chi ha la passione per questo sport, sono appunto emozioni condivise in tutta Italia.

Questo riscontro in tutti i messaggi che mi arrivavano da messaggi privati da WhatsApp è stato veramente emozionante. Mi ha dato proprio la sensazione che può dare un sacco di emozioni la vita degli sbandieratori per chi si appassiona a questo sport.

E fino a quale età si può fare?

Ma non c’è un’età, ovviamente come in tutti gli sport, quando cominci a superare i 35 anni comincia tecnicamente a diventare difficile. Poi ci sono gli esercizi più tecnici, come i singoli da copia, che ovviamente sono più difficili, mentre magari nella grande squadra puoi arrivare anche ai 45, 50 anni tranquillamente.

Fantastico e complimenti! Ecco qua il libro di quello che è probabilmente il più grande sbandieratore, titoli alla mano, in Italia e una persona di grandissima cultura per quel che riguarda la possibilità di divulgare un testo di questo tipo.

A chi è rivolto quindi questo testo? Possiamo dire che è rivolto anche a un pubblico un po’ più ampio rispetto a quelli degli sbandieratori, magari a un pubblico che ama il nostro territorio e le nostre tradizioni?

Sì, certamente. Perché è un libro per tutti, per chi ama le tradizioni del nostro paese e soprattutto per scoprire magari uno sport un po’ più di nicchia, sconosciuto, ma che comunque, alla fine, anche se non sembra, è uno sport a tutti gli effetti, perché ci sono allenamenti duri tutti gli anni per arrivare pronti ai campionati.

E ci sono poi ovviamente anche il lato più folkloristico, ti vai ad esibire nelle piazze perché vieni chiamato dai comuni per le varie feste che ci sono in giro per l’Italia. Per scoprire un po’ una realtà che magari è poco conosciuta, ma che può dare delle grosse soddisfazioni, sia a livello personale che a livello di conoscenze, perché ti permette di girare tanto per l’Italia e per i posti, conoscere gente nuova. Insomma, è un libro un po’ per tutti, soprattutto, secondo me, per quelli a cui piacciono gli sport.

Bellissimo. L’ultima domanda Marco, come ti sei trovato con un nostro servizio Bookness?
Mi sono trovato benissimo, perché il mio problema, una volta che l’avevo scritto, era quello di divulgarlo e quindi non sapevo bene da dove partire. Ho provato con qualche casa editrice tra quelle più famose, anche tra quelle un po’ meno famose, anche qui in zona, però ovviamente anche dopo i due anni di pandemia, mi hanno detto che c’era un imbuto incredibile e poi, essendo lo sport un po’ di nicchia, forse non ne valeva neanche tanto la pena.

Mi ero informato su il self-publishing che in Italia sta crescendo molto e da lì ho detto: “Sì però per pubblicarlo o mi metto lì a perdere tempo, studiare e fare e purtroppo lavorando non ne ho molto, oppure mi affido a qualche professionista”. Quindi cercando in rete ho trovato voi e devo dire che sono stato fortunato, perché ho trovato veramente un servizio impeccabile, sempre pronti a rispondere ad ogni domanda, veloci e nel giro di un mesetto neanche avevamo già pubblicato il libro, quindi sono stato veramente contentissimo.

Grazie a te, Marco, grazie di cuore. Se passi nelle Marche sarei felice di invitarti.
Volentieri. Ricambio.
Qua nelle Marche, insomma la tradizione degli sbandieratori è bella, forte.
Certo, ci sono, specialmente ad Ascoli Piceno c’è un palio molto sentito. Ci sono degli sbandieratori che meritano, molto forti. Tra Ascoli, Ferrara e Faenza, è un po’ il centro del mondo della bandiera. Però ce ne sono poi, ovviamente, in tutta Italia, fortissimi dappertutto.
Ma il numero uno è Marco Dresseno. Numeri alla mano. Ciao Marco, un abbraccio a presto.
Grazie mille. Ciao a tutti.