libro interattivo per bambini

Benvenuti in questa nuovissima intervista di scrittore vincente ed è un grandissimo onore avere Elisabetta Pieragostini.
Un’imprenditrice, una mamma una scrittrice, una creativa, una persona che vive nel mio paese, definiamolo natale. Monte Urano, un paese famoso del territorio del Fermano, però per me è qualcosa che mi lega a lei anche da questo punto di vista, quello delle origini.
Quindi Elisabetta dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Ciao Emanuele e grazie dell’invito e come hai detto sono di Monte Urano, e per chi non lo dovesse conoscere è un paese in provincia di Fermo.
Sono un’imprenditrice e mi occupo come tanti nella zona del Fermano del calzaturiero, e ho un suolificio che produce fondi per calzature.
Sono una mamma e sono laureata in scienze della comunicazione, quindi la passione per la scrittura c’è da sempre e poi l’ho abbandonata momentaneamente per dedicarmi al lavoro dell’azienda.
Successivamente però l’ho ripresa grazie anche alla scuola dell’infanzia paritarie che ho nel mio nel mio paese, perché l’ho gestita per cinque anni rappresentando il comune e da lì mi è tornata questa voglia di scrivere.
È per questo che l’ho fatto, pensando ai bambini in primis, perché avevo sempre sognato durante il periodo universitario di scrivere un romanzo.
Prima di quello ho dato la precedenza ad altro, semplicemente perché nel corso degli anni le cose sono cambiate.
Quindi gli eventi mi hanno portato ad avvicinarmi ai bambini e a fare un laboratorio di scrittura con loro.
Le favole mi sono sempre piaciute e le ho sempre raccontate ed ascoltate, prima come bambina e ragazzina poi da grande.
Le raccontavo ai miei nipoti, ai miei figli e ai bambini con cui sono stata a contatto e così è nata questa voglia di scrivere.

Dalla laurea in Scienze e comunicazioni c’è stata poi una carriera impegnativa e imprenditoriale. Poi ci sono due nomi, , Matilde e viola e forse questi ti hanno fatto riaccendere la voglia di scrivere favole.
Ma quelle favole che tu avevi in mente e che mi hai presentato la prima volta che ci siamo sentiti, sono delle favole, definiamole multidimensionali.
Nel senso che nei tuoi racconti volevi metterci anche un’impronta interattiva, con la possibilità di fare dei disegni con delle opere di ritaglio della costruzione di oggetti grafici.
Spiega questa missione che avevi e anche come siamo riusciti a realizzarla!

Hai perfettamente ragione, perché quando ci siamo conosciuti ho tirato fuori queste parole che avevo in un cassetto da tempo le lo ho comunque poi rivisitate e risistemate.
Sono parole scritte in periodi diversi e quindi anche con stati d’animo diversi, e poi li ho rivisitati proprio stanno a contatto con i bambini e la scuola.
Avevo capito che la lettura è fondamentale e aiuta loro a sviluppare la fantasia, Il pensiero magico è inventare storie.
Vedevo anche che si divertivano molto nei laboratori che facevamo insieme, proprio nell’aspetto anche pratico.
In quella scuola ho fatto diversi laboratori e quindi anche quello di cucina.
Per questo nel libro ci sono due ricette e non a caso, con due favole che parlano comunque di cibo perché i bambini insieme a due gusti interagiscono in maniera molto creativa e insieme si possono fare tante cose.
Quando ci siamo visti quello che ho detto e di cui sono convinta ancora oggi, era creare un libro interattivo.
Da una parte la favola e l’ascolto nel bambino stimola l’attenzione e la curiosità e dall’altra la creatività manuale, in modo di riscoprire quelle cose insieme, da fare tra adulti e bambini anche per ritrovare un momento da trascorrere insieme.
Da mamma mi sono fatta un po’ un esame di coscienza e avendo un lavoro come tantissimi altri genitori, dove non ci sono quasi mai, ho voluto però farlo in maniera diversa e con una qualità diversa.
Succede anche a me la sera che i bambini ti chiedano di raccontare una storia, una favola e speri che si addormentino perché ho bisogno di relax.
Però se ti fermi a pensare e ad osservare i bambini e da loro che impari molto, e proprio osservando loro ho deciso di riscoprire, soprattutto in questo periodo, che veramente c’è bisogno di stare insieme in maniera diversa, di farlo diventare un libro interattivo.
Questo permetteva di dedicarsi del tempo tra genitori, adulti e bambini ed è anche grazie al libro che ho riscoperto il mio tempo con loro.
Ho condiviso il mio libro con loro, tanto che Matilde autrice dei disegni che tu hai pubblicato, e Viola che ha partecipato approvando le favole o meno, ha fatto sì che ci siamo messe tutte insieme, pensando poi anche alle ricette e alle cose da fare.
Quindi questo è stato per me molto bello, perché mi ha permesso in prima persona di riscoprire il tempo da trascorrere insieme.
Ed è per questo che consiglio a tutti a prescindere dal mio libro, di dedicare un po’ di tempo ai nostri figli.

Nell’immagine in sovraimpressione si vedono i miei due bambini, Veronica e Valerio con in mano il libro di Elisabetta prima di addormentarsi sul letto.
Quindi anch’io ho avuto questa opportunità che tu stessa ci ha descritto, dedicando proprio del tempo la sera o anche durante il giorno a stare insieme e a studiare le forme del tuo libro e a leggere allo stesso tempo le storie.
Ognuna con una logica, che da una storia all’altra porta il bambino verso un viaggio molto interessante.
L’altro aspetto molto interessante che ci ha fatto notare è che non ho riscontrato in altre interviste, seppur ne abbiamo fatte quasi un centinaio è questo, cioè l’esperienza del libro come una costruzione familiare, come una partecipazione tra i figli e il genitore.
Il genitore è quello che ha in mano il progetto, ma il figlio è quello che dà lo spunto, quello che ha creato in questo caso Matilde, cioè i disegni ed è un’esperienza fantastica.
Cerca un attimo di proiettarti fra qualche anno e pensa che questo libro pubblicato in Self-Publishing, sarà sempre a tua disposizione e avrai sempre i tuoi diritti.
Quindi fra dieci o vent’anni questo libro sarà ancora a tua disposizione e sarà probabilmente pubblicato su quella che oggi l’azienda più grossa al mondo, Amazon.
Quindi fra vent’anni, credo ci sarà ancora la possibilità che questa azienda esista e questa è una cosa fantastica.
È come se fosse una fotografia scattata della tua famiglia che però è sempre lì presente, da qui al futuro a raccontare questa straordinaria esperienza di condivisione intima e di costruzione familiare.
Quale è stato il riscontro delle persone a te vicine dopo che hai pubblicato questo libro?

Le persone che conosco mi hanno lusingato e mi ha fatto piacere ricevere i loro complimenti, ma soprattutto anche dalle persone che non conoscevo e mi hanno ringraziata proprio per questo, perché è un libro diverso.
Non è il migliore e né il peggiore, ma un libro che va al di là delle solite favole.
Quando si pensa alle favole si pensa a quelle classiche come Cenerentola o Biancaneve, mentre ho voluto dare un po’ di tutto.
Ho voluto mettere sia i rapporti con le persone a noi care come i nonni, oppure la magia dei colori perché i bambini attraverso il colore si esprimono e dicono tante cose.
Anche l’ambiente, il pianeta dove noi viviamo, perché se ne parla tanto di tutto ciò che è sostenibilità e Io in primis con la mia azienda siamo molto attenti a queste cose, e parte già da casa, dai bambini e quindi raccontarlo nelle favole mi è sembrata un’idea carina.
Anche il riscontro è stato molto positivo da questo punto di vista, sia sulla tipologia di favole utilizzate, sia sui lavoretti che poi hanno dovuto fare insieme ai loro figli, ma sono stati tutti riscontri positivi e questo fa davvero piacere.
Infatti quello che dico sempre, con questo libro vorrei semplicemente non diventare ricca e famosa, ma che arrivi ai bambini, al loro cuore e che sia per essi uno strumento di divertimento, di guida, di crescita anche personale, di stimolo della fantasia delle emozioni.
Questo mi piacerebbe, perché avendo lavorato coi bambini e vedere la loro gioia è la cosa più bella che ci possa essere e per adesso ho avuto questo ed è quello che conta.

Condivido appieno la tua visione e la gioia dei nostri figli, dei nostri bambini, perché un sorriso in più nella quotidianità è veramente una conquista che dà un senso alle nostre giornate, al di là di quelle che possono essere gli obiettivi professionali e le sfide di ogni giorno.
Quindi Elisabetta condivido appieno quello che ci hai appena confessato.
Ora da un punto di vista editoriale come professionista vorrei fare delle considerazioni in questo ambito, perché nel tuo caso è stata una sfida molto stimolante costruire questo libro.
Molto stimolante perché posso dire questo, che tu avevi già dei racconti ottimi impostati, solo che bisognava trovare un amalgama per contestualizzare all’interno di un’opera in maniera strutturata, in modo che poi ci fosse quel legame corretto con l’interazione e con i disegni.
Allora mi avevi detto ok, ho i disegni che fa la mia bambina.
Solo nel momento in cui c’è un disegno fatto a mano da una bambina, ma anche da un adulto e poi fare in modo che quel disegno sia trasportato all’interno del libro con un formato editoriale corretto, c’è di mezzo un bel po’ di lavoro.
Un bel po’ di condizioni da soddisfare, puramente tecniche, quindi nel tuo caso abbiamo fatto un’attività di supporto per creare il libro da un punto di vista dei contenuti e poi dell’attività di digitalizzazione di trasformazione dimensionale corretta dell’immagine, fatta da una amabile bambina.
Quindi con questo lavoro come è stata la tua esperienza considerando che è Self Publishing? Cioè, tu hai fatto pubblicazioni affidandoti a un servizio di assistenza, come ti sei sentita supportata in questo tipo di attività a più livelli.
Considerando poi che abbiamo anche sviluppato un sito www.elisabettapieragostini.it e allo stato attuale hai a disposizione una piattaforma online ed editoriale completa per proporre i tuoi contenuti.

Mi sono trovata benissimo con tutti, con il tuo staff e con le persone con cui mi sono interfacciata e interagito a livello di pubblicazione delle favole e per quanto riguarda i disegni.
Non so se posso fare il nome, ma Giovanni è stato veramente fantastico, di grande supporto.
Anche sulla copertina ha capito perfettamente quello che volevo trasmettere e quindi c’è stata proprio sincronia con tutti.
Stefano con il sito perché ha colto pienamente quello che volevo.
Infatti non ci sono state mai troppe modifiche e siamo stati proprio molto in sintonia e avete fatto anche un bel lavoro di squadra e siamo stati anche molto veloci, nei miei tempi.
Posso solo ringraziarti, conoscendo te ho esaudito il mio sogno a prescindere da come andrà a finire e come hai detto tu, quello c’è e quello resta.
É una cosa che anche le mie figlie si ritroveranno e magari anche loro racconteranno favole, e per questo vi ringrazio tantissimo, perché non ci sono stati problemi e siamo stati sempre in sintonia e mi sono sentita come a casa o in famiglia.
Quindi quel lavoro scorre in maniera diversa più piacevole.

Grazie Elisabetta, ovviamente questa sensazione di familiarità è reciproca.
Hai citato Giovanni, Stefano, ma credo che tu non abbia citato Costanza, perché credo sia scattato qualcosa in più, un rapporto di amicizia. perché ho visto che vai nel suo blog.

Costanza la sento sempre è stata stupenda, è stupenda.

L’ho capito perché non avendola citata vuol dire che per te c’è un tipo di considerazione diversa e vicina.
Un’ultima domanda che interessa alle persone che ci seguono.
Ovviamente questo è un libro che ben si presta a strategie di marketing collaborativo, in particolar modo con scuole, istituti, associazioni.
Ora questo è il periodo del cosiddetto lockdown e quindi questo tipo di strategie purtroppo non sono applicate.
Però tu che sei già stata responsabile di un istituto didattico.
Quindi che tipo di strategia ha in mente per promuovere questo libro e portarlo in istituti didattici con un certo tipo di efficacia?

Intanto ho preparato la presentazione di un libro strutturato e pensavo di fare quando sarà possibile, con tutte le precauzioni, dei laboratori con i bambini o ragazzini attraverso la lettura.
Potrebbe essere una lettura animata di favole con qualche lavoretto da fare insieme e presentare un laboratorio che sia inerente al libro che ho scritto.
Questo lo possiamo decidere insieme agli insegnanti, alla scuola stessa come struttura, se in un unico laboratorio o più.
Pensavo a un laboratorio per la lettura di una favola con un laboratorio interattivo, perché è fondamentale, sia la parte della lettura ma anche quella interattività su cui ho puntato, su cui mi sono proprio soffermata.
L’idea era questa, quella di presentare un libro di favole partendo proprio da un laboratorio, poi se qualche scuola avesse un’esigenza diversa, sono aperta a tutto.
Mi farebbe piacere che le scuole tratteranno il tema, si concentrassero anche solo sulla parte della sostenibilità, della maturità.
Insomma, ci sono molte attività promozionali e sarebbe bello anche un laboratorio o qualcosa di specifico.

Infatti il tuo libro si chiama “Ti prometto sogni belli” e i sogni belli non si possono avere senza un futuro in cui non abbiamo un rispetto maggiore per la natura, perché si vede che ne stiamo pagando le conseguenze in maniera davvero molto accentuata.
Grazie Elisabetta. Qual è il link dove possiamo trovarti?

Su Instagram Elisabetta Pieragostini e sul sito www.elisabettapieragostini.it e sono sempre disponibile e reperibile per contattarmi.

Grazie Elisabetta un abbraccio e a presto.

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