Emanuele Properzi intervista l’editore Jacopo Lupi che ha usato i servizi di Self Publishing Vincente per pubblicare il suo manuale di Scrittura Creativa “Scrivo Creativo”.

 

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuova intervista di Bookness.

Dall’altra parte c’è un editore, perché tutti mi dicono “ma tu sei contro l’editoria“. Ma non è vero, io sono a
favore del self publishing ma sono in generale a favore di chi pubblica libri di qualità e di chi dà un vantaggio reale
agli autori grazie alla fruizione di servizi che permettono veramente agli autori di ottenere il giusto riconoscimento che meritano.

Quindi bando alle ciance perché dall’altra parte c’è Jacopo Lupi, editore di Lupi Editore che fa parte anche di tantissime iniziative e che da tanti anni è praticamente sulle onde dell’editoria facendo anche sperimentazioni in self publishing.

Ciao Jacopo, dicci chi sei e di che cosa ti occupi…

Ciao Emanuele, ciao a tutti. Io invece sono un editore che non odia il self publishing ma anzi l’ho voluto testare su me stesso con straordinari risultati anche grazie a te e ai tuoi servizi.

 

Grazie Jacopo, grazie di cuore. Visto che sei un editore e inviti gli autori a venire nella tua casa editrice per fruire dei tuoi servizi editoriali e di pubblicare il loro libro con un marchio editoriale, ma hai anche provato quello che è il servizio di self publishing vincente ed hai visto quelli che sono i pro e i contro, perché inevitabilmente ci sono anche contro, ci sai fare un’analisi comparativa tra l’editoria classica e il self publishing?

Guarda, quello che ho potuto notare sinceramente è che ci sono tantissime somiglianze soprattutto al giorno d’oggi. Perché comunque l’editoria è cambiata tantissimo e continua a cambiare. Purtroppo i vecchi editori non ci sono più nel senso quelli che anche ti pubblicizzavano. Quindi sostanzialmente l’editoria e il self publishing hanno un punto in comune che è  quello che l’autore comunque deve darsi da fare nella promozione del proprio libro e quindi già in quello si somigliano tanto. Poi sostanzialmente non ho visto grosse differenze perché almeno in quello che fai tu c’è un lavoro molto importante dietro ogni ogni singolo libro che è quello che fa poi anche la mia casa editrice (ma tutte le case editrici) e cioè a livello di impaginazione, di grafica. Sarò strano come editore però in effetti non condanno anzi condivido appieno il concetto di self publishing e a volte lo consiglio anche ai miei autori anziché puntare all’editore classico perché è sempre un mondo più difficile quello dell’editoria, ti parlo da editore. Trovare la strada giusta per il libro, per ogni singolo libro è veramente difficile. Quindi agli autori che magari non si trovano bene con l’editore consiglio anche di provare il self publishing che è una strada sicuramente sicuramente valida. Ovviamente fatta con professionisti come te che per non andare allo sbaraglio. Sono sono un autore di corsi, sia di scrittura che di coach e quindi non posso che dire che bisogna formarsi in questo campo. La formazione è fondamentale sia che si scelga di andare con un editore sia che si scelga un self publishing. Bisogna essere preparati a questo mondo editoriale che è veramente tosto. Quindi lunga vita agli editori e lunga vita ai self publisher.

 

Interessante il tuo punto di vista. Effettivamente l’editoria classica e il self publishing sembra che stiano sempre di più convergendo. Perché in fondo se andiamo a vedere self publishing che cosa significa? Oggi significa tutto e niente. Pubblicare con editori cosa significa? Anche in questo caso significa tante cose.

In realtà quello che bisogna vedere non è tanto se pubblicare con editore o in self publishing ma se pubblicare seguendo un percorso dove c’è una valutazione del testo, una correzione professionale del testo, un’impaginazione professionale, un’impostazione degli elementi di vendita online e questo è il mio mantra che ripeto sempre: titolo, copertina, sinossi, biografia, parole chiave, riprova sociale, categorie.

Questi aspetti sono fondamentali e devono essere analizzati e progettati attraverso un punto di partenza che è l’analisi di mercato che poi serve ovviamente alla pubblicazione in maniera tale che ci sia la possibilità di essere distribuiti su più canali. Poi c’è il marketing e quindi queste attività sono quelle che contano. Che poi vengano fatte con un editore alle spalle o in self publishing alla fine poco cambia. È come quando tu vuoi raggiungere un risultato: parlavamo prima che tu sei a Sulmona sul mare Adriatico e io sono qua dietro a Porto Sant’Elpidio sempre sul mare Adriatico. Supponiamo che volessimo raggiungere l’altra costa della Croazia. Dovremmo fare un viaggio ed è chiaro che se partissimo con una barca con il marchio di un noto armatore oppure con un motoscafo di un’altra tipologia alla fine poco cambierebbe in quanto l’importante sarebbe arrivare entrambi sani e salvi dall’altra parte, in totale comfort e nei tempi accettabili.

La pensiamo esattamente allo stesso modo perché comunque bisogna creare libri belli ed è quello che fai anche tu. Cioè validi sia a livello della del contenuto che a livello di grafica. Ovviamente bisogna essere preparati per affrontare questo mondo, questo è il mio avviso. Poi ognuno può scegliere il format che preferisce cioè l’editore o self publishing che ripeto non condanno anzi ho potuto provare e mi sono trovato benissimo.

 

Bene, ti ringrazio! Per me è stato veramente un onore sapere che un editore come te, dopo tantissime opere che hai pubblicato anche sul tuo sito e che sono tutte in evidenza, ha voluto provare self publishing vincente per un libro che è un manuale di scrittura creativa. Qual è il titolo del libro?

“Scrivo Creativo” o comunque “Diventa uno scrittore con il metodo PMQ”. PMQ sarebbe l’acronimo di Pratico, Mappe Mentali e Quantico. È un corso di scrittura, che più che un corso è un percorso di scrittura. Ecco mi piace chiamarlo così perché è un percorso fatto soprattutto di esercizi che vanno fatti esclusivamente passo dopo passo. Come li ho scritti così vanno fatti e nell’ordine in cui li ho indicati perché in questo modo si segue il giusto percorso per arrivare a migliorare la propria scrittura ed a far uscire un po la creatività che tutti abbiamo sostanzialmente.
È uno studio fatto da me con oltre dieci anni di corsi, di libri letti e di tanta esperienza sul campo ed è un corso che ho testato proprio fisicamente con tutti i miei autori. Infatti tutti i miei autori che pubblico gli regalo il corso e gli obbligo a fare il corso con con me proprio per far vedere loro i miglioramenti tangibili che possono avere. Quindi dopo aver testato questo percorso ho voluto raccoglierlo in un manuale e concederlo a tutti quelli che vogliono provare a diventare scrittori o comunque vogliono affacciarsi a questo mondo dell’editoria e francamente è stato un bel percorso anche per me.

 

Quindi il titolo è “Scrivo Creativo” ed esprime un tuo metodo specifico che negli anni hai collaudato. Questo è  interessante perché di manuali di scrittura creativa ce ne sono moltissimi però nel tuo caso hai dato una tua interpretazione a questa tipologia di insegnamenti con un tuo metodo. Io sono un ingegnere con un dottorato in ingegneria meccanica, hai parlato di sistema quantistico? Ci spieghi?

Diciamo che è la terza parolaccia che ho messo tra PMQ e “quantico” in effetti non l’ho spiegato. Quantico si rifà un pò alla fisica quantistica, nel senso che ho fatto uno studio approfondito sulle funzioni del cervello. È come far venir fuori la creatività attraverso anche dei giochi sulle abitudini. Adesso è difficilissimo spiegarlo in pochissimo. È un po il concetto del diventa un fenomeno in 21 giorni cioè quando c’è una ripetizione si va a innestare nel cervello a livello subconscio un determinato comportamento. I libri su come migliorare se stessi fanno tutti riferimento un pò al concetto del subconscio, delle funzionalità che ha il cervello e di come sfruttarle. Insomma sono andato un po su quello nel libro e spiegato in maniera molto semplice in modo che tutti quanti possano comprendere questi argomentacci. Però l’ho voluto chiamare quantico proprio per il riferimento alla fisica quantistica. Nel manuale è spiegato meglio di come sto facendo purtroppo adesso che abbiamo poco tempo. Si riesce a sfruttare appieno attraverso alcuni esercizi la nostra creatività e mettere il subconscio a servizio di quello che necessitiamo, dei nostri obiettivi.

 

Ci puoi fare un esempio pratico? Ad esempio per sviluppare le sue idee e la creatività un romanziere che ha iniziato a scrivere la prima parte del libro e questo succede a tante persone perché poi nel ritrovo le mail in cui mi descrivono proprio questo tipo di contesto in cui vanno a ficcarsi gli autori. Ecco questi autori come potresti aiutarli semplicemente con un esercizio che proporresti per aumentare la creatività a trovare magari l’ispirazione per scrivere la parte mancante?

Guarda nel libro ci sono davvero tantissimi esercizi però una una domanda che mi fanno spesso gli autori che mi scrivono che leggono, che guardano i miei video e che sono incuriositi è: “come si fa a superare il blocco dello scrittore?” Oppure “come si fa a trovare l’ispirazione?”
All’interno dei manuali ci sono dei giochini che aiutano a sfruttare il cervello, nel senso che un esercizio ad esempio che chiedo di fare è quello di pensare proprio la prima parola che ti viene in mente qualsiasi tipo di parola cioè deve essere istantaneo non devi ragionarci e buttarla giù a partire da quella parola e poi creare una storia partendo proprio da quella parola. Per dirti se ti viene in mente la parola cane, perché magari hai visto un cane, parti da quello per crearci un piccolo racconto incentrato su quella parola. Oppure addirittura mettere parole senza senso una dietro l’altra. Questo serve molto ad esempio per l’ispirazione, per ritrovare l’ispirazione cioè non dare un senso logico alle parole ma tutte le cose che ti vengono in mente metterle sul foglio bianco per poi rileggerle e trovare un nesso tra le varie parole che sono state scritte. Insomma ci sono tanti giochini che fatti passo dopo passo ti possono illuminare e sviluppare la creatività.

 

Benissimo, ti ho messo alla prova e lei superata brillantemente. Anch’io a livello di creatività avevo qualche blocco, soprattutto con la creazione di e mail e da qualche anno ho risolto. Non l’ho mai detto ma ho risolto questo problema perché semplicemente scrivo delle mail in base ai problemi che riscontro del mio mercato avendo qualche migliaio di iscritti alla newsletter, spesso mi vengono esposte delle problematiche, delle esigenze, delle necessità, dei bisogni ed io scrivo proprio esattamente di questi aspetti. Quindi un’altra soluzione che proporrei è quella di avere una newsletter e per questo io propongo sempre di avere un sito web, al di là di quello che si rischia oggi di far fronte allo sviluppo della propria piattaforma web esclusivamente sui social network io dico no; dico un no molto forte, ci vuole un sito web e noi di Scrittore Vincente possiamo offrirvi il servizio della creazione di siti web professionali. Che poi d’altronte Jacopo, è come abbiamo fatto anche con te. Per il tuo sito abbiamo avuto il piacere di collaborare con te per svilupparti la piattaforma web per la promozione del tuo libro e non solo del tuo brand perché tu associ il tuo nome al nome della tua casa editrice. Quindi ripeto che secondo me è fondamentale oggi crearsi un proprio spazio di propria proprietà dove abitare che è il proprio sito web. Se avete bisogno di un sito web scrivete a info@scrittorevincente.com. Detto questo Jacopo, quali sono gli indirizzi web dove trovarti?

Mi avete creato davvero un bel sito, direi fantastico e che sto sfruttando e sto spremendo fino all’osso! il sito è  www.jacopolupi.it e lì trovate tutti i miei riferimenti social e ovviamente la mail lupijacopo@gmail.com dove si possono mandare i testi da valutare come editore. Il sito è fantastico, quindi confermo quello che che diceva Emanuele ed è necessario. Infatti sto spingendo tutti i miei autori ad averne uno, sto spingendo anche ad andare da Emanuele perchè mi sono trovato benissimo ed in effetti anche l’autore deve crearsi la propria cerchia di lettori. E come fare, se non avere un sito? Anche perché il social è molto, permetti la parola, da cazzeggio e non è professionale. Invece avere una newsletter e magari creare un funnel fa in modo che i tuoi lettori siano sempre legati a te e possono aiutarti veramente a far crescere il libro stesso. Quindi a mio avviso ogni autore deve avere un sito web è una newsletter.

 

Benissimo e grazie. Un abbraccio ed a presto!

 

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