Giuseppe Montaldo autore I Numeri dell’Anima

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuovissima intervista di Bookness. Per me è veramente un grande piacere avere un grande esperto nel suo settore, il libro si chiama “I numeri dell’anima“, lui si chiama Giuseppe Montaldo.

Ciao Giuseppe, dicci chi sei e di che cosa ti occupi nello specifico.

Ciao Emanuele e buonasera a tutti. Mi fa piacere che tu mi abbia chiamato per questa intervista, è sempre un piacere poi relazionarmi con voi dopo il lavoro che ho fatto assieme a voi che è stato fantastico. Sono di Cagliari, sono già grande, ho 73 anni e ho iniziato a scrivere il primo libro esattamente al compimento del mio settantesimo anno di età, una bella soddisfazione comunque.

Tieni conto che ho iniziato a scrivere il primo libro nel 2011, diciamo così per caso, un po’ a tempo perso, poi la passione è aumentata e ci ho messo sette anni perché non ci dedicavo molto tempo, comunque nel 2018 ho pubblicato il mio primo libro che si chiama “I Viaggi del matto”. Due anni dopo sono riuscito a pubblicare il secondo.

L’idea sarebbe quella di fare proprio un libro per ogni arcano maggiore perché mi occupo anche di tarocchi e tarologia e di numerologia e ne ho scritti due; ovviamente se io riuscissi a scriverne uno all’anno, i tarocchi sono 22, arriverei a 93 anni. Non sarebbe una cattiva soddisfazione, però bisognerà vedere se le forze ci sostengono. L’ultimo libro invece parla di mappa dei talenti. Praticamente è il risultato dell’esperienza di questi anni in cui ho insegnato alle persone la crescita spirituale e la crescita personale.

Il libro parla di tante cose, la scusa del libro è la mappa dei talenti. Che cosa è la mappa? La mappa è un’indagine su di noi, tipo mappa astrale che ci fa capire qual è il nostro percorso di vita e quindi, con questa scusa, perché la mappa è una scusa, per insegnare e trasmettere alla gente quello che è stato il mio percorso di vita, praticamente il trovare, diciamo così, la dimensione spirituale. Ho avuto quest’esperienza nel 2003, avevo 55 anni, mi è capitato un evento molto doloroso, veramente.

La separazione con mia moglie è stato quell’evento scioccante che ti porta a farti delle domande e cominci a chiedere un po’ il senso, il senso di che cosa viviamo in questa vita. Tra l’altro, proprio in questo periodo, stavo leggendo un libro e questo evento capita sempre un po’ a tutti però non tutti lo colgono; poi tutti ritornano in quella che è la vita normale e questo secondo me è una limitazione perché l’occasione di questi eventi scioccanti serve proprio per farci capire che noi viviamo una realtà limitata finché non comprendiamo che esiste una realtà al di sopra di noi, una realtà che ci guida, una realtà che ci fa veramente da maestra, che poi alla fine la vera maestra è la vita.

Basta pensare a quello che sta succedendo in questi ultimi due anni, dove la gente, a parte la mia esperienza personale, vive veramente un disorientamento esistenziale molto molto pesante. Per cui quello che dico io è che per ritrovare il bandolo della propria vita, ritrovare l’equilibrio, arrivare a vivere una vita piacevole, a un minimo di felicità perché la felicità è una chimera, diciamo che nella vita si aspettano sempre episodi spiacevoli, momenti belli e momenti meno belli. Però la sfida è sempre approfittare dei momenti difficili per crescere perché è attraverso il dolore che noi cresciamo e ci liberiamo di tutti questi condizionamenti e di tutte le nostre paure.

Ecco, questo in sintesi è il concetto, anche se mi rendo conto che, detto così, è un po’ troppo sintetico; però quello che insegno alla gente è trovare sé stessa perché alla fine la sfida è trovare dentro di sé le risorse che ci servono per andare nella direzione della nostra vita perché quello che ho imparato è che noi veniamo qui con uno scopo. Scopo della nostra vita è trovare, ritrovare la strada che ci siamo prefissati prima di venire al mondo, anche se mi rendo conto che questi argomenti sono per molte persone di difficile comprensione.

Però la tradizione antica ci parla sempre di questo, esiste un ciclo di reincarnazioni e noi facciamo esperienza di vita in vita, per cui lo scopo fondamentale è trovare il senso della nostra vita. Quando noi troviamo questo senso, la nostra vita comincia ad essere più appagante e anche se non è facile.

Bene, nella descrizione del tuo libro c’è proprio un concetto che si allinea totalmente con ciò che ci stai dicendo e questo concetto però, permettimi un po’ di contraddirti Giuseppe, non è così complesso perché tu effettivamente poni questa domanda al lettore: riconnettersi alla vita, ritrovare sé stessi non è forse questo ciò di cui sentiamo tutti il bisogno?

Quindi sembra un percorso complesso ma è un percorso che, secondo me, nella sua complessità si evolve sino a raggiungere un punto che è il punto da cui tutto sorge e che è il punto proprio della semplicità assoluta cioè il bisogno primario, il bisogno essenziale. Quindi nel momento in cui tu in maniera molto astuta e intelligente, secondo me, nella descrizione del libro ci poni questa domanda, tu semplifichi la complessità dell’argomento perché metti su un piano talmente evidente che ciò che sembra veramente complicato potrebbe ora essere più fluido, più immediato.

La domanda che ti faccio ora è: che cosa intendi per riconnettersi alla vita?

È questo il punto. Partiamo dallo spirito. L’altro giorno ho scritto una frase su Facebook dove mettevo in evidenza che noi vogliamo guarire il malessere spirituale con dei rimedi materiali. Questo perché il malessere che la gente sta vivendo in questo momento è un malessere assolutamente spirituale perché il fatto di non avere dei punti di riferimento nella vita, di non sapere più a cosa aggrapparsi, perché abbiamo perso anche quello che prima era la Chiesa a cui la gente si aggrappava quando si trovava in difficoltà. Oggi la Chiesa non dà più questo sostegno, la gente non ci crede più, molta gente non ci crede più.

Allora siamo in un’epoca puramente materiale ed è il momento che la gente, quando capita come è capitato a me, si trova in grandi difficoltà esistenziali perché gliene capitano di tutti i colori, eventi spiacevoli, dal lavoro alle relazioni, ai rapporti relazionali anche con i genitori, allora comincia a farsi delle domande. Quindi, in quel momento lì, succede che la gente ha bisogno di trovare un senso e quindi riconnettersi alla vita significa imparare, è quello che cerco di insegnare io, a trovare questo punto di riferimento e questo punto di riferimento lo possiamo trovare solo all’interno di noi stessi perché noi dentro di noi abbiamo tutto quello che serve.

Abbiamo, il nucleo divino, la scintilla divina; non è facile da trovare perché noi siamo pieni di traumi emotivi che costituiscono una specie di barriera a trovare questo nucleo divino. E quando abbiamo i traumi emotivi, noi non siamo connessi a noi stessi, siamo prigionieri del nostro subconscio e di tutte le memorie emotive che questo subconscio si porta dietro che sono dovute all’albero genealogico, sono dovute ai traumi dell’infanzia e quindi non è facile questo discorso. Però allo stesso tempo questi traumi attraverso il dolore che provocano, tutto questo è proprio un meccanismo alchemico, chimico.

Attraverso il dolore arrivo ad affinare le mie percezioni, tale per cui è come ogni volta una piccola illuminazione ed è una cosa naturale. Però la gente ha paura del dolore e quindi perde l’occasione di fare questo percorso che purtroppo avviene sempre e solo attraverso il dolore, come spiegano i miei corsi, attraverso la liberazione emozionale; cioè se io mi devo liberare di un trauma emotivo, lo posso fare solo entrandoci dentro.

Questa è una tecnica assolutamente collaudata, direi quasi scientifica. In questo modo supero il trauma ed entro in una dimensione più elevata, è una sorta di liberazione veramente incredibile perché ti porta a sentirti più leggero, più sereno e più libero. Ti sei liberato di un peso. Questo è il riconnettersi a se stessi, trovare il nostro nucleo più profondo. Quindi la dimensione più elevata di noi è riconnettersi allo spirito, che poi riconnettersi a se stessi o riconnettersi alla dimensione spirituale è la stessa cosa.

Se noi viviamo la dimensione spirituale riusciamo a, come dire, gerarchicamente a stare più sani anche fisicamente perché non possiamo pensare di stare sani se la nostra dimensione spirituale è in disarmonia. È una sorta di gerarchia, di cascata. Parto dallo spirito poi arrivo alla mente, alle emozioni e al fisico. Ecco, in questo modo io posso guarire me stesso. Non so se sono stato abbastanza chiaro perché mi rendo conto che sono argomenti difficili in cui bisogna avere fatto un minimo di sperimentazione.

La gente che mi segue mi capisce perché ha cominciato a fare questo lavoro e comincia a mettersi in discussione e a mettere in discussione tutte le credenze diciamo.

Sì, devo dire che riesci ad essere chiaro. Anche il tuo modo di parlare, secondo me, aiuta la comprensione perché esprimere concetti in maniera, come dire atomica, non è facile. Ora mi viene un accostamento e dimmi cosa ne pensi.

Effettivamente questi concetti che stai esponendo, che fanno parte, perdonami dell’ignoranza, della numerologia, di quella che tu chiami mappa dei talenti, di una disciplina speciale, questi argomenti si accostano un po’ in parte, ad esempio, col potere catartico del dolore nel cristianesimo, pure con la fisica quantistica dove si esprime che tutto è uno, è tutto interconnesso.

Assolutamente sì.
Ora non so se ho fatto un salto troppo spregiudicato verso due tematiche: la prima di tipo religiosa, la seconda di tipo puramente scientifico ma mi sembra che questi concetti, bene o male, uno nella religione, due nella scienza e nella fisica e tre in quest’altra tipologia di disciplina che tu ci stai proponendo, che lega comunque diversi aspetti, portano verso una direzione univoca.

Assolutamente sì, anzi diciamo che quello della Chiesa, il dolore, il vero dolore però, non il sacrificio fine a se stesso, perché bisogna stare attenti… Ecco perché certi indottrinamenti portano al sacrificio fine a sé stesso e generano solo sensi di colpa.

Il vero dolore quello che non è procurato perché io mi devo sacrificare ma perché la vita mi mette sempre alla prova, ecco, quel dolore lì è assolutamente assimilabile a quello della vera profondità cristiana; nel senso che attraverso il dolore riesco a comprendere, non solo mentalmente ma nel profondo di me stesso che io faccio parte di un tutto, che io liberandomi attraverso il dolore accetto nella vita anche quelle cose che non mi piacciono perché capisco che io non controllo niente.

Il dolore mi pesta, diciamo così, proprio da farmi capire: guarda che tu non controlli niente, affidati a delle forze che sono dentro e fuori di te e lascia andare quello che devi lasciare andare. Questo dal punto di vista della religione. Dal punto di vista della fisica quantistica c’è l’aspetto rilevante onda particella perché la realtà è altrettanto vera, sia quella materiale che quella dell’onda, nel senso che la materia è vuota.

Lo sappiamo, ormai questo la fisica quantistica l’ha dimostrato da quasi un secolo, la materia è vuota, però c’è l’altro aspetto del campo del punto zero. Cosa significa il campo del punto 0? Significa che nel momento in cui io devo creare qualcosa ma anche una banale cosa della mia vita e ho o devo fare delle scelte, ho veramente un campo di infinite possibilità perché l’onda non è ancora diventata particella, non è ancora diventata materia, perché stiamo parlando di teoria, posso scegliere tra una grande gamma di possibilità; quindi la sfida qual è? Essere positivi e dire a se stessi: io scelgo sempre il meglio.

Però c’è un limite alla creazione della realtà perché noi veramente creiamo la realtà ma come facciamo a creare la realtà? Lo fa il subconscio con tutte le memorie emotive perché le memorie emotive del nostro subconscio sono quelle che creano la realtà, per cui la sfida qual è? Dialogare, entrare in contatto con il nostro subconscio per rimuovere queste memorie che sono oltre che traumi emotivi anche abitudini, come dire, con gesti e abitudini tossiche, del tipo la mamma che dice al figlio: guarda, tu sarai sempre l’operaio, dimenticati di fare cose che vanno al di là dell’operaio.

Queste sono le cose di cui dobbiamo liberarci, le memorie di cui dobbiamo liberarci. In questo modo riusciamo poi piano piano, prendendo fiducia in noi stessi, a creare veramente la realtà. Quando siamo in contatto, anche qui è un riconnettersi a se stessi, con le nostre parti più profonde che sono difficili da raggiungere anche perché sono dolorose, perché la maggior parte sono dolorose.

Voglio prenderti un attimo un caso emblematico ossia l’elaborazione dei lutti. Quando una persona ha un lutto, la cosa importante è elaborare quel lutto perché sennò io quel dolore lo caccio dentro il mio subconscio e mi porto dietro questa sofferenza tutta la vita. Conosco donne che sono state abbandonate dai mariti e per 50 anni si sono rinchiuse, non hanno mai elaborato il lutto.

Quindi attraverso le costellazioni familiari, per esempio, che è uno dei lavori che faccio, si fa un’elaborazione del lutto, ci si libera del dolore. Si fa pace con quella persona che ci ha abbandonato perché può essere un lutto fisico, oppure anche una separazione in una relazione, può essere un lutto di qualsiasi tipo. Ecco, l’elaborazione dei lutti fa parte di questo discorso che facevamo prima ed è una cosa fondamentale che molti trascurano e non le danno importanza ma il dolore rimane dentro e continua a pungere. Questo è il senso. Ecco cosa vuol dire, anche in questo caso, liberarsi.

Un’ultima cosa voglio dire: il discorso è proprio la liberazione perché liberarsi dei contenuti emotivi è un percorso di liberazione, quasi catartico. Cosa vuol dire liberazione? Libertà di essere se stessi. Perché altrimenti noi cosa siamo? Siamo persone condizionate dalle pressioni del mondo esterno, della vita. Un sacco di gente che conosco non vive la propria vita ma vive la vita degli altri per il bisogno di essere amati. Per tanti motivi, per il bisogno di appartenenza, per il bisogno del clan. E allora cosa fanno? Si mettono maschere. Ecco, quello è un allontanarsi da se stessi.

La sfida che insegna proprio la mappa dei talenti attraverso proprio questi simboli degli arcani maggiori, la sfida è imparare a capire che non dobbiamo avere paura del giudizio degli altri, non dobbiamo avere paura di sbagliare, non dobbiamo avere paura di donarci con tutte le nostre forze a quello che siamo veramente. Costi quel che costi, la sfida è questa.

Il libro “I numeri dell’anima” è un’opera che racchiude veramente una ricerca enorme, si vede e si percepisce leggendolo ma si vede fisicamente che questo libro di oltre 400 pagine è quindi un libro unico nel suo genere in Italia.

Quindi Giuseppe hai un sito web dove le persone possono contattarti, approfondire queste tematiche?

Sì, il sito prende il nome del mio primo libro ossia iviaggidelmatto.it. È stato appena rinnovato, c’è veramente tutto, ci sono le mie attività, quelle che io faccio sono le costellazioni familiari, l’ipnosi e poi i consulti individuali con la lettura della mappa.

I viaggi del matto hai detto?
Esatto. E poi c’è un blog che ormai ha cinque anni quindi ci saranno settanta, ottanta dei miei post che parlano di tutti gli argomenti, veramente di tutti quelli che riguardano questo tema e, in generale, tutti gli argomenti che tratto nei miei lavori quindi crescita personale, crescita spirituale, intelligenza emotiva, guarigione malattia e tutti questi argomenti.
Argomenti di un’ampiezza spaventosa, infinita direi. Bene, una domanda: come ti sei trovato con il nostro servizio di Self Publishing Vincente? Se posso chiedertelo.

Devo dire che capita sempre la cosa giusta al momento giusto perché mi sono reso conto nei primi due libri che ho fatto tutto da solo. Erano però due libri molto meno impegnativi, 120, 130 pagine e sentivo che avevo bisogno di un aiuto. Ti ho incontrato nei tuoi vari post, seminari, eccetera. Ho letto, ho ascoltato le tue interviste. Insomma, per farla breve, ho capito che mi potevo assolutamente affidare alla tua organizzazione e non mi sono sbagliato perché ho ottenuto tutti gli obiettivi che mi ero prefissato. Ho avuto un ottimo rapporto con te, con le tue collaboratrici abbiamo risolto sempre tutti i problemi in maniera fantastica, senza proprio mai nessuna piccola difficoltà.

Quindi devo ringraziarti perché veramente sono soddisfatto, perché abbiamo fatto tutti insieme un ottimo lavoro, sono molto soddisfatto del mio libro e mi è piaciuto tutto, l’impaginazione e la grafica, come abbiamo sistemato tutto l’impianto, diciamo così. Quindi veramente siete stati fantastici.

Grazie, grazie a te Giuseppe. E poi bisogna dirlo: questo libro comunque non è un romanzo che si vende a 14 euro quindi è un libro cartaceo che ha due versioni, come potete vedere su Amazon, una in copertina rigida, cioè in copertina quindi cartonata e l’altra in copertina flessibile. Il libro in copertina rigida per queste ore è in promozione spinto da Amazon quindi non sappiamo fino a quando ci sarà questo sconto.

C’è uno sconto di oltre 5 euro perché il libro è in vendita a 36 euro e 90 però Amazon ti dà la possibilità di acquistarlo a poco meno di 32 euro. Quindi il libro in copertina rigida, copertina flessibile ed è anche in versione e-book. Ciò che va detto è che questo libro dal lancio, seppur non sia stato fatto un grandissimo marketing, ha venduto già oltre 200 copie quindi è un numero molto interessante per un settore di questo tipo e anche per un libro così, come dire, importante.

Sì, è uscito da pochissimo, un mese e mezzo fa.
Quindi sta andando. È chiaro comunque che chi ha seguito questa intervista è perché è interessato e la riprova sociale è comunque ottima. Complimenti Giuseppe per tutto ciò che fai, per il valore dei tuoi libri e per il valore anche della tua condivisione, al di là del libro stesso. Un abbraccio e a presto.

Questo significa proprio che quando dietro un testo c’è una qualità, nel tuo caso c’è una ricerca da autodidatta ma anche quello che hai fatto nella tua vita, con la tua esperienza che ha portato o che ti sta portando dei grandi risultati, adesso finalmente un po’ ti ho solleticato anch’io, hai deciso di fare un piano di marketing e vedrai che ulteriormente il tuo libro ti darà degli ottimi riconoscimenti.

Ora, nel tuo libro ci sono in omaggio due software esclusivi, parlaci un attimo di questa interoperabilità. Non solo una lettura passiva ma ci sono anche degli strumenti, del software. Spiegaci come funzionano.

Grazie, A presto, ciao.

Benissimo. Quali sono quindi i siti dove poter approfondire la conoscenza con questo tuo sistema? Hai un sito web? Puoi dircelo?
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