Francesco D’Agostinis autore Street Food Business

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuova intervista di Bookness. Per me è veramente un grandissimo onore avere dall’altra parte Francesco D’Agostinis, autore del libro “Street food business“. La ricetta perfetta per portare la tua azienda lontano dal rischio di una nuova caduta”. Si parla quindi di street food ma Francesco ci spiegherà molto meglio.

Francesco ciao, dicci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao Emanuele, ciao a tutti. Nasco come consulente strategico per cui negli ultimi anni mi sono occupato di modificare e migliorare tutti i processi del modello di business delle aziende e, avendo un grande trascorso nella ristorazione, pian piano negli anni mi sono avvicinato, appassionato e ho lavorato nel mondo dello street food.

Ho un po’ fuso queste due mie attitudini quindi la passione per lo street food, per le competenze tecniche di marketing e modelli di business e in questo libro parlo proprio di questo, cioè faccio un’analisi specifica di come dovrebbe essere costruita un’azienda di street food. L’ho fatto per risolvere tanti problemi che, anche a causa della pandemia del covid, sono nati. Sono venute fuori un po’ tutte le debolezze del mercato, un po’ le strategie degli street fooder che hanno vissuto questa grande difficoltà.

Soprattutto l’ho scritto per dare una mano perché non esiste un’associazione di categoria per questa specifica categoria merceologica. La politica, i comuni e le associazioni li hanno completamente abbandonati. L’idea è nata dopo averli visti in piazza a cercare l’aiuto che giustamente avevano bisogno e diritto di ricevere. Per cui in questo libro c’è proprio la chiave per ripartire in maniera completamente differente.

Sì dall’analisi che avevamo fatto prima di pubblicare, abbiamo capito che stavi affrontando una grande sfida. Stai cercando proprio di educare il mercato verso una nuova tipologia di conoscenze che servono a questi piccoli imprenditori a crescere, infatti il tuo libro, dall’analisi fatta, è emerso che è l’unico in Italia che è proprio dedicato specificatamente agli street fooder e che insegna come migliorare le performance della propria azienda.

Vi leggo dalla descrizione: come trasformarsi nel leader incontrastato del proprio settore, come comprendere i segreti di un’azienda di street food, ovviamente ribadiamolo, pronti ad affrontare ogni evenienza, come prosperare anche in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo.

Ora quello che mi viene da chiederti come esperto: quali sono i consigli che daresti a uno street fooder in questo periodo di covid? Perché ci sono delle limitazioni enormi per chi esercita una professione come questa in questo periodo.

Innanzitutto chiederei la cortesia ai miei street fooder di vedersi come delle vere e proprie aziende a prescindere dalla dimensione; perché in un camioncino, in un food truck, piuttosto che in un chiosco o anche in un locale fisico ma piccolo, per quello poi è nato lo street food, anche per gli spazi oltre che per la tipologia di cibo, di non focalizzarsi solo su questo. Cioè non è la ricetta di ciò che prepari che fa la differenza, non è il luogo dove parcheggi il tuo food truck che ti farà prosperare o meno in un mercato così complicato ma è vederti proprio come un’azienda a tutti gli effetti e quindi lavorare sul modello di business per diventare unici.

Per cercare questa idea differenziante nel proprio modello di business e ritagliarsi una piccola fetta di leadership in questo mercato così tanto complesso perché poi il cibo è variegato, si mangia di tutto e in tutti i luoghi, in tutta Italia e in tutto il mondo; per cui è difficile dire qual è il panino più buono, qual è la specialità locale più attraente. Quindi bisogna imparare un po’ di management aziendale: banalmente la giusta comunicazione, un giusto posizionamento dell’azienda, scegliere un target di clientela più adeguato che insomma faccia più al caso dello street fooder nello specifico e andare anche ad analizzare gli spazi.

Proprio per il discorso covid, distanziamento, sedute, numero dei tavoli, delle sedie, argomento che adesso sta tanto spaventando e giustamente ha messo in difficoltà questa categoria, la sanificazione, i controlli… Insomma bisogna un po’ comprendere che non è più sufficiente fare questo mestiere come lo si faceva fino a due anni fa.

Questa è l’attenzione, il consiglio che do agli street fooder per poter ripartire, per potersi riaffermare leader di mercato che insomma stava crescendo alla grande poco prima della pandemia, stava cioè i numeri erano stratosferici e oggi leggo cose che mi rattristano molto nei vari canali in cui ci sono questi imprenditori. Il libro nasce proprio per dar loro un sostegno concreto. Poi è solo l’inizio perché dal libro parte tutta una serie di consulenze specifiche, dal sito costruito ad hoc a tutta una serie di altre sorprese che pian piano arriveranno.

Però è proprio questo quello che mi preme cioè far sentire questa categoria una categoria speciale, una categoria da non sottovalutare e che loro stessi non devono sottovalutare.

Ok è molto chiaro, è molto utile credo per qualsiasi street fooder. Quindi la chiave credo sia posizionarsi ma posizionarsi in questo ambito. Perdonami la banalità della domanda.

Significa essere più specializzati ad esempio quello che vende il panino lampredotto a Firenze oppure quello che vende solo la frittura di pesce oppure quello che vende patate hamburger?

Sì, diciamo che la specializzazione è lo scegliere un prodotto innanzitutto, oltre che poi tutta una serie di altri prodotti, è già una chiave. Però anche il modo con cui lo si presenta sul mercato farà la differenza. Non basta dire io sono il miglior food truck di panino, intanto perché la qualità è molto soggettiva, ognuno ha i propri gusti quindi è difficile dire quale è più buono, cioè deve essere proprio una scelta oggettiva soprattutto di marketing perché nel mio libro non parlo di ricette, o meglio non solo, faccio degli esempi ma rispetto a tutti i libri che fino ad oggi sono usciti sullo street food, io ho scelto di parlare di management, di strategia e di marketing, non di ricetta.

Proprio per questo motivo. Perché non basta dire: io faccio il panino, io cucino il miglior panino, ma devi anche poi essere davvero il più bravo, avere un rapporto col cliente duraturo, imparare le strategie per acquisire il cliente, farlo entrare in azienda, fidelizzarlo, continuare a parlargli attraverso il marketing in modo che nella sua mente diventi e rimani il leader di quello che stai cucinando e se ti sposti, le persone comunque avranno un motivo valido per venirti a trovare, che non è solo mangiare un buon panino.

Sarebbe troppo banale, è come dire: apro un’azienda di qualità. Questa è la cosa che ormai bisognerebbe dare per scontato ma è come mi muovo nel mercato il fattore più importante, quali sono le attenzioni che utilizzo nei confronti dei miei clienti che fanno la differenza che mi fanno scegliere rispetto a… Immaginiamo ad una festa o ad una sagra o ad un grosso evento a parità di prodotto come si fa ad essere preferiti da un cliente. Queste sono tutta una serie di risposte che io do nei vari capitoli del mio libro.

Effettivamente è un settore commerciale molto complesso. Sto pensando alla ristorazione classica che è ubicata sempre nello stesso punto.

Invece in questo caso nella ristorazione mobile ambulante e paradossalmente uno street fooder, dimmi se può essere verosimile questa cosa, potrebbe promuovere dei prodotti diversi in posti diversi e cambiare la strategia di marketing, anche la strategia dei prodotti in funzione anche dei vari posti in cui esercita la professione?

È molto rischioso perché diventerebbe un generalista che non viene riconosciuto. Quindi a meno che il tuo food truck non insegna a cucinare allora puoi decidere di insegnare cose differenti nel momento in cui è un prodotto che ti rappresenta, deve rappresentarti in tutta Italia o nel mondo che si voglia.

Per cui, in realtà, bisogna fare davvero… ti faccio un esempio pratico perché è anche un caso studio che ho trattato nel libro: io sono uno dei creatori fondatori del brand di Lesto che è la prima pizzeria a Lecce con un proprio servizio di consegna a domicilio calda e puntuale. Questa è la descrizione lunga ma che ti fa capire che in realtà è una pizzeria specializzata nel consegnarti la pizza calda e puntuale che sembra una banalità, però in realtà se fai un’analisi del mercato, nessuno è in grado di farlo.

Perché ti arriva ma ti arriva fredda, ti arriva questa di cartone, ti arriva con enormi ritardi, per cui ho costruito tutto il meccanismo dell’azienda con l’obiettivo di risolvere questo problema sul mercato. Quindi pizzeria tutte sono pizzeria. Il mercato è totalmente indifferenziato, però lo studio del modello di business nello specifico mi ha consentito di creare un brand unico che sta facendo dei numeri pazzeschi e che ha dato una chance enorme ad una pizzeria nata nel periodo del covid, tra l’altro non era già esistente, per cui, da pizzeria normale che c’era da anni e che ormai andava perdendo numeri, è diventata l’azienda leader sul mercato leccese.

E questo è un po’ il lavoro che io andrò a fare anche dopo il libro con gli street fooder che decideranno un po’ di seguire il mio percorso per andare ad analizzare proprio cosa vogliono diventare da grandi cioè con la loro azienda, che tipo di numeri fare, che obiettivi di eventi raggiungere cioè un po’ più complesso del che cosa cucino e qual è il mio prodotto. Diciamo che mi rappresenta

Bene, quindi grazie al libro uno street fooder imparerà anche a non commettere quegli errori che io stesso un po’ da neofita ti avevo proposto poco fa, di essere magari generalisti e tanto altro.

Quindi il tuo libro spiega le strategie ma spiega anche come evitare un certo tipo di problemi, un certo tipo di situazioni che nel medio lungo termine porteranno a degli svantaggi agli street fooder.

Tra l’altro, scusami se ti interrompo, errori che ho fatto io per primo perché io tanti anni fa avevo un mio street food e a parità di categoria merceologica più o meno nella stessa zona di Lecce. Io sono di Lecce e alcune aziende molto simili alla mia prosperavano, facevano dei grandi numeri e io, poi alla fine, stringendo stringendo, ho perso quasi 30 mila euro e ho chiuso.

E da lì è nato questo percorso in cui ho cominciato a farmi tutta una serie di domande. Ma come è possibile che i miei simili funzionano e io no? Per cui, diciamo che sono errori che conosco bene e che mi sono costati un sacco di fatica, un sacco di soldi e spero di riuscire a salvare più aziende possibili in questo mercato.

Molto interessante il tuo progetto e con un grande valore sociale che va a prendere proprio una fetta di professionisti e imprenditori che non hanno avuto una, come definirla, tutela come tu stesso hai detto all’inizio.
Non c’è una guida, non c’è una scuola. Tutti si focalizzano sul come costruire uno street food, un food track, qual è la friggitrice migliore, qual è la ricetta migliore, dove posizionarsi, ma in realtà non è fare azienda.

Tutti noi siamo nella stessa categoria merceologica, anche tu, cioè ti svegli la mattina tu pubblichi libri ma tendenzialmente ricerchi nuovi clienti paganti ogni giorno. Quindi siamo tutti nello stesso campo poi alla fine.

Sì, abbiamo tutti il nostro track ambulante dove vendiamo salsicce di varia forma.
Esatto. Esatto. Ognuno ha la propria.

Francesco, vogliamo dire questo che questo libro lo possiamo prendere su Amazon. Vediamo anche che tu hai un sito.

Sì, ci dev’essere assolutamente. Abbiamo creato una pagina di atterraggio dove con un mio video spiego un po’ nei dettagli cosa troveranno, gli argomenti, un po’ì della mia storia, insomma c’è tutto lì.

www.streetfoodspecialist.it

Ovviamente il link sarà anche nella descrizione del video. Francesco, quindi dal punto di vista del marketing, hai pubblicato da pochissimo tempo, quali sono le azioni che stai facendo? Perché dall’altra parte ci sono degli imprenditori, come te, che stanno utilizzando il libro per fini di business, quindi sono interessati a come questa attività è svolta da altri imprenditori esattamente come te.
Certo. Innanzitutto mi sono preoccupato di scriverlo con il copy giusto cioè la scienza, chiamiamola così, di scrivere per vendere, quindi aiutare il cliente target che hai deciso di colpire in una maniera semplice e capibile e che porti poi ad un risultato attraverso una risposta diretta a quello che dici.

Quindi se quello che ti ho detto è vero, ti è piaciuto, vai qui, clicca qui ma con le call to action del marketing che in molti già conoscono, per cui è stato soprattutto creare un linguaggio semplice, che porta a una pagina con una prevendita perché, in questa fase di prevendita, il mio libro è ancora in free shipping quindi gratuito con le sole spese di spedizioni a carico di chi lo acquista.

Sarà ovviamente una parentesi limitata perché poi passerà a prezzo pieno, però ancora siamo in questa fase di lancio e questo è stato il nostro progetto. Ovviamente siamo da una parte fortunati perché essendo i primi ad aver scritto questo tipo di libro di business per gli street fooder è un libro molto verticale, con un target ben specifico e che va a colpire una categoria molto chiara quindi non ci sono quei numeri colossali del romanzo, piuttosto di altri argomenti ma ovviamente molto utile per chi ha bisogno proprio di risolvere questo problema che si sta riscontrando oggi.

Assolutamente un libro molto verticale

Quale è stato il riscontro dei primi lettori?

I primi lettori sono molto contenti di averlo letto perché ha aperto delle nuove strade, per capire il problema qual è. Quando una persona è troppo dentro il proprio mestiere nella propria categoria c’è sempre quella vocina che dice: nel mio settore si è sempre fatto così, mi hanno spiegato questo tutti i miei colleghi, i miei competitor fanno la stessa cosa per cui io faccio questo ed è un errore perché, in realtà, il mondo si evolve, per cui ciò che era sufficiente fare ieri non è più sufficiente fare oggi.

E quindi ho cercato di aprire più cassetti mentali possibili in questo libro, per cercare di spiegare che c’è molto altro e quindi, ovviamente, le prime volte che l’hanno letto, possono dire: questa cosa non l’avevo mai vista, non l’avevo mai sentita ed è stato utile ovviamente confrontarsi su questo.

Sì, nonostante tu sia un imprenditore con grande esperienza, dei successi, in particolar modo e ce lo hai appena raccontato offline, questa tua attività legata proprio anche al messaggio che c’è dietro questo libro è un po’ definiamo una start up in fase di avvio.

Seppur tu sia in questa fase definiamola embrionale del tuo business, come consideri il libro? Cioè che tipo di valore aggiunto tu credi ti abbia dato? Oppure se non te l’ha dato, magari diccelo.

Beh il libro è un po’ il nuovo biglietto da visita, è quello strumento che una volta serviva appunto attraverso un pezzettino di carta, oggi si utilizza il libro per due motivi. Il primo è quello di poter raccontare al mondo ciò che sai, che sembra una banalità perché tutti tramite i social possono dire un po’ quello che vogliono; però, in realtà, non tutti sono in grado di scrivere un libro e quindi, chi lo fa, qualcosina da dire in realtà ce l’ha.

E poi è un ottimo modo per acquisire clienti perché un libro che è un prodotto cosiddetto in gergo di front end, cioè che fa alzare la mano semplicemente alle persone interessate a quell’argomento, è un modo molto più semplice per acquisire queste persone in maniera molto seria, molto professionale, un po’ lontana dalle opportunity seeker che ci sono in giro sul web, quindi guadagna non facendo niente. Tutte queste cose insomma un po’ che lasciano il tempo che trovano.

In questo modo chiunque abbia il coraggio anche di scrivere un libro e le competenze attrae l’attenzione in maniera seria. Il professionista si muove in un certo modo, gli altri nell’altro. Io ho scelto questo.

Concordo pienamente. L’ultima domanda: oltre al libro, quali sono i servizi che offri agli street fooder?
Allora il libro è appunto il primo passaggio, dopo di che abbiamo creato, per chi lo acquisterà, totalmente gratuita, una consulenza di un nostro specialista dell’azienda che andrà a fare con l’imprenditore una vera e propria analisi di 30/40 minuti, gli dedicheremo un bel po’ di tempo, gratuitamente ripeto, proprio per entrare nei meandri e nei dettagli delle aziende che sono tante e variegate, complesse; chi fa una cosa e chi ne fa un’altra, chi vive in un luogo, chi vive in un altro in modo, poi da poterlo indirizzare verso una giusta strada.

Ovviamente poi è pronto già il mio corso, è una vera e propria consulenza privata con me. L’ho redatto da poco, con oltre 250 slide, in cui privatamente con il singolo imprenditore vado a lavorare proprio sul suo modello di business per portarlo ad un livello completamente differente.

E poi ci sarà ovviamente una consulenza, sempre per chi vorrà, su come costruire un sito web semplice ma efficace, specifico per il settore dello street food. E poi ci sarà una MEGA sorpresa che uscirà tra pochissimo, abbiamo deciso di anticipare l’uscita e quindi lo scopriranno, ma purtroppo non ti posso ancora svelare niente ma posso garantire che sarà un’enorme sorpresa proprio per semplificare il modo di consumare cibo per strada.

Quindi non è più un progetto teorico, chiamiamolo così, o di studio, di approfondimento ma è un vero e proprio strumento fisico che si potrà comprare per migliorare il servizio di street food, ovviamente seguendo tutte le regole del distanziamento, per aumentare gli incassi delle aziende di street food, degli eventi enogastronomici, per semplificare enormemente la vita di chi ama e consuma il cibo da strada. Per cui è una grande sorpresa che lanceremo fra poco.

Ci ha incuriosito veramente, in maniera pazzesca. Ora ce lo dovresti dire, però da quello che hai detto ora, viene da pensare che non ce lo dirai mai.
Non posso, non posso. Chi vorrà, proseguirà e lo scoprirà
Allora bisogna iscriversi al sito, giusto?

Assolutamente sì, assolutamente sì

www.streetfoodspecialist.it

Francesco, complimenti per tutto ciò che fai. Un abbraccio ci aggiorniamo presto
Grazie a voi, grazie a voi che avete reso possibile questo. A presto.
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