Fabrizio Masia Il Candidato senza errori

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuovissima intervista di Bookness. Per me è veramente un grandissimo onore e piacere avere dall’altra parte l’autore del libro “Il candidato senza errori. La guida definitiva per vincere le elezioni”, probabilmente smentiscimi se ciò non è, il sondaggista italiano più famoso: Fabrizio Masia.

Buongiorno Emanuele. Buongiorno anche a chi riesce a vederci, insomma, in queste giornate agostane torride.
Esatto, torride sotto tutti i punti di vista. Da un punto di vista definiamolo climatico, ma anche da un punto di vista tra virgolette elettorale. Corretto?

Naturalmente, non dipende da noi, ma quello che è successo è stata un’accelerazione di tutto. Come tu ne sai, della guida definitiva, per cui abbiamo le elezioni il 25 settembre. Ormai ci siamo abituati a vedere elezioni amministrative, elezioni regionali, ai primi di ottobre, quindi, sostanzialmente con una campagna elettorale che si deve necessariamente condurre lungo l’agosto e il luglio, comunque durante quei mesi che teoricamente dovrebbero essere vacanze estive.

È chiaro che tutto questo comporta, come dire, una sorta di magma e di confusione per tutte quelle che poi sono le proposte elettorali, le coalizioni, chi dice cosa fa e quant’altro.

Anche perché l’esigenza in questo momento per molti non è solo di staccare e per altri no, visto come stanno andando le cose, l’inflazione, quant’altro e i problemi economici, altri ancora. Comunque, fortunatamente per il lavoro che faccio, sta andando bene.

Eh sì, e quindi stiamo vivendo un periodo molto complesso, stiamo affrontando uno scenario difficile da comprendere e per questo c’è un libro che aiuta a capire il tutto meglio. E questo libro è proprio “Il candidato senza errori.”

Quando mi hai contattato, Fabrizio, mi hai proprio esposto questa necessità di metter chiarezza a un certo tipo di concetti, un certo tipo di dinamiche relazionali, comunicative, politiche, che in questo libro vai assolutamente a spiegare. Parlaci per l’appunto di quest’opera.

Premesso che il titolo è ovviamente un filo ambizioso, perché candidati senza errori naturalmente non ci sono, perché come tutti sanno, chi fa ovviamente qualche errore lo compie necessariamente. Detto questo, l’obiettivo del libro è quello di dare tutta una serie di indicazioni forti su come minimizzare gli errori e su come impostare soprattutto la campagna elettorale.

Spesso viene impostata senza i crismi rigorosi, senza la necessaria e debita strategia, un po’ come dico io, un avverbio più o meno inventato che è nasometricamente. In realtà affrontare la campagna elettorale significa tante cose, dalla costruzione di uno staff adeguato e poi soprattutto, come dire, costruire la strategia per arrivare all’obiettivo finale, che è anche il punto di partenza. Non la strategia ma l’obiettivo, cioè darsi degli obiettivi credibili.

È difficile che un nuovo candidato, per esempio, possa ambire così d’emblée con una lista totalmente nuova a vincere le elezioni comunali. Questo è poco probabile, ma se dice il mio obiettivo è arrivare al 5, 6%, ecco, questo è già un obiettivo naturalmente realizzabile, ripeto, con la dovuta strategia e quanto ne consegue, di cui immagino, poi parleremo.

Certo, quindi questo è un libro che non è rivolto giocoforza a chi vuol vincere le elezioni nazionali, ma un libro ad ampio spettro, un libro per chi vuol vincere le elezioni comunali, per chi vuole emergere in un contesto sociale, definiamolo privato e anche ad altri.

Quindi spiegaci, ecco, per chi esattamente hai pensato che possa essere utile questo libro.

Ovviamente per il titolo, il sottotitolo, per tutti coloro che hanno ambizioni in qualche modo di candidarsi a vario livello, genere, titolo e territorio. Quindi, parlo di elezioni amministrative comunali piuttosto che regionali, e qualcuno può ambire a essere consigliere piuttosto che provare a fare il presidente e quant’altro.

Poi naturalmente per andare a occupare quei 600 posti alle camere ci sono decine e decine di persone che sono state coinvolte nelle varie liste e questa può essere certamente una via molto utile, e parlo dei candidati. Credo però, che ci sono diversi retroscena, diversi meccanismi che chi vive davanti, ma non dietro le quinte, non conosce necessariamente, possa essere molto utile anche per tutti coloro che si occupano di giornalismo politico, responsabili media, responsabili comunicazione, chi in genere è appassionato di politica e che comunque ha la mente aperta e la voglia di capire che cosa sta dietro questo mondo, che poi è determinante per la vita di una società, per la vita di una cittadinanza.

Perché poi dalle scelte politiche nascono le cose che viviamo, no? Dagli asfalti agli acquedotti, alle concessioni, agli stabilimenti balneari e quant’altro. Per cui capire come poi si arrivi allo scranno, alla posizione di sindaco, presidente è determinante. Per arrivarci, diciamo, bisogna non dico essere un candidato senza errori, ma certamente fare il minor numero di errori possibili, perché altrimenti le conseguenze possono essere tra virgolette drammatiche in termini di risultati, di consenso, di voti.

Certo, ti faccio una confidenza Fabrizio. Quando acquisto un libro valuto sempre quella che è la biografia. Fondamentalmente l’acquisto più per chi lo scrive rispetto a come questo libro è presentato. Ora, nel tuo caso, tu ci spieghi, da un punto di vista proprio divulgativo, come vincere le elezioni a qualsiasi livello esse si svolgano.

Ma tu sei una persona che non è esclusivamente un teorico, un esperto, come tanti pseudo guru, come vediamo oggi promettere. Ma sei una persona che ha partecipato anche attivamente. Hai sostenuto anche delle persone con la tua consulenza a ottenere dei risultati. Nel libro vedo che ci sono tanti interessantissimi casi studio.

Ci vuoi parlare, ecco, di questa tua attività sul campo, operativa, a supporto magari di chi ha poi ottenuto dei risultati su più fronti per quel che riguarda la propria autorevolezza e riconoscimenti?

Ebbene, da questo si capisce che non sono più esattamente un ragazzino e quindi devo dire che sono 27 anni che faccio questo lavoro. Questo lavoro che è nato come ricercatore di mercato, come sondaggista, ma necessariamente nel corso degli ultimi anni è stato fondamentale farlo evolvere, nel senso di porre le conoscenze come le chiamerei io, cioè sia i sondaggi, ma anche le analisi social che oggi sono molto utili a base di una campagna elettorale, di una strategia e poi di tutti i meccanismi comunicativi che riguardano social e stampa, riguardano la televisione.

Fondamentale, per esempio, è un certo tipo di video training, affinché il candidato abbia tutta una serie di cose a posto e risulti un candidato quasi senza errori. Questo è un po’ l’obiettivo. Quindi tante cose da mettere assieme, come in un puzzle, affinché tutto, la miscela di elementi che si mette insieme funzioni e questa mia esperienza la metto a disposizione di partiti, di candidati, come ho fatto tante volte negli ultimi anni.

L’esperienza diciamo, non dico la più importante, ma che è stata decisiva in quel momento storico è stata quella, come cito nel libro, di Stefano Bonaccini che in un momento in cui il centrodestra stava vincendo tutto, dappertutto e quindi l’ultimo baluardo per il centrosinistra era la Regione Emilia Romagna. Con quella campagna elettorale a cui ho partecipato, Bonaccini vincendo, diciamo, ha messo un muro importante per poi consentire al centrosinistra, in qualche modo di ripartire e di fare una serie di ripensamenti che hanno poi consentito altre vittorie ed elezioni amministrative.

Non mi esprimo su come andranno le prossime elezioni politiche, perché non è l’oggetto del mio libro, ma insomma anche di questo potremmo parlare a lungo, ma in altre sedi magari.

Assolutamente molto, molto interessante. Infatti quello che mi ha colpito è proprio il tuo approccio. È chiaro che serve una metodologia per raggiungere il risultato, però il titolo stesso dice “senza errori” e a volte un errore condiziona. Mi viene in mente il giornalista del Sole 24 Ore che, dichiarando magari una laurea di troppo, ha compromesso tutta la sua carriera politica, oppure Salvini che suona un campanello di troppo.

Quindi questi errori storici compromettono magari tutta una strategia. E nel tuo libro spieghi proprio come prevenire questi errori. Puoi darci delle indicazioni pratiche, da un punto di vista proprio dei consigli, ripeto pratici, che nel libro una persona, un lettore può trovare?

Guarda, i quattro pilastri di un’ottima candidatura riguardano: uno il personal branding che significa tutte le cose che posso naturalmente, uso questo termine da ragazzo, che posso spoilerare adesso, ma che troverete nel libro, che riguardano fondamentalmente, come dire, e la forma, la postura, la modalità di gestione di un candidato che è importante e non necessariamente deve essere bello o bella, ma deve essere funzionale a quelli che sono i propri obiettivi, senza snaturarsi eccessivamente, perché sennò sembra artefatto.

E poi ci sono tre pilastri della strategia elettorale che sono le 3 T, cioè i temi, i target, i territori. I temi significa i contenuti. E, naturalmente, come poi vanno declinati in comunicazione. Quindi non basta dire riduciamo le tasse, che cosa questo comporta e come va declinato, sui vari social network e giornali. I territori che vuol dire un’analisi dei singoli territori per capire dove occorre fare più comunicazione, più presenza, perché altri territori sono già strapersi o stravinti. Quindi inutile una frequentazione del candidato, magari di altri della lista.

E poi i target. Non si può piacere a tutti, non si può convincere tutti. Bisogna sostanzialmente verificare, sulla base del proprio programma, ciò che chiedono i cittadini, come costruire una piattaforma programmatica che interessi i target elettivi, uomini e donne sulla base della collocazione politica, Se sono imprenditori piuttosto che pensionati, quindi, occorre costruire una strategia molto precisa e seguirla.

Poi, naturalmente, in funzione di quello che accade, possono esserci delle lievi correzioni di rotta. Però senza una strategia si rischia di creare dei contenuti più o meno anonimi, di comunicarli molto male, di comunicare in eccesso, di non rivolgersi ai target giusti e, magari, di essere molto presenti in territori già stravinti e non occuparsi di quei territori contendibili, in cui si gioca la vera partita elettorale e dove invece bisognava andare a fare un certo tipo di campagna.

Molto interessante. Fabrizio, ti lascio perché so che sei super impegnato in queste ore per tutto quello che ci siamo detti e vedete qua, in sovraimpressione, il libro “Il candidato senza errori. La guida definitiva per vincere le elezioni.” Un super autorevole autore espertissimo.

Fabrizio, non vedo l’ora, magari, di stringerti la mano e di incontrarci presto.

Volentieri.
Un saluto che vuoi lasciare ai nostri lettori e ascoltatori di Bookness?

Intanto li ringrazio di aver dedicato il loro tempo a questa breve intervista. Credo che scopriranno molte cose interessanti e trovo che il libro non sia il classico saggio, come si suol dire, molto ampolloso, barocco o impegnativo. Ma, come dire, fluisca molto velocemente.

Non dico che è divertente, ma potrebbe anche esserlo. Personalmente lo leggerei, se devo dire la verità. Quindi invito tutti magari a farsi una sana e buona lettura. Ci sono diversi spunti interessanti secondo me.

Sì, è un libro fluido.
Fluido come l’elettorato.
Fabrizio, un abbraccio. A presto.
Abbraccio tutti, grazie.
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