Claudio Valeri pubblica La Genetica del Business Centenario

Ciao a tutti e benvenuti a questa nuovissima intervista di BookNess.

È un piacere ed un onore avere dall’altra parte uno dei più importanti business coach italiani, dal mio punto di vista il più importante, Claudio Valeri, autore di un libro incredibile dal titolo La Genetica Del Business Centenario.

Ma prima di capire come fare business secolari, Claudio ciao, dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Grazie, che super presentazione! Hai detto “grande” ma perché sono grande come figura.

Faccio questo mestiere da più di venti anni, anzi sono quasi trenta, da prima dell’online, quando c’era solo la carta. Cosa faccio oggi?

Aiuto le aziende a sviluppare una strategia di crescita, sia per acquisire il mercato, quindi per acquisire clienti, immagine, sia per strutturarsi all’interno, quindi addetti ai lavori, aspetti organizzativi, di formazione e di crescita del team.

Oggi non possiamo attrarre clienti se non facciamo un’esperienza straordinaria, se non partiamo prima da dentro per ottenere un risultato fuori.

Esatto.

Ed è per questo che ho detto che sei uno dei più importanti, perché è da venticinque anni che operi in questo ruolo, che è un ruolo relativamente recente, da un punto di vista delle competenze, del riconoscimento sociale, imprenditoriale, del business coach.

Al di là di questo, che cosa significa sviluppare un business centenario?

La provocazione del business centenario è stata questa: se io voglio ottenere di più, devo essere di più, quindi devo iniziare a pormi domande che sono più grandi del quotidiano. Domandarsi quanto deve fatturare l’azienda in un anno, è una domanda normale.

Ma se mi pongo la domanda: come la mia azienda sarà tra cento anni? Come sarà il mercato? Come saranno le tendenze? Come dovrò strutturarmi? Lo potrò fare sempre io? No, non lo potrò gestire io!

Va da sé che una grande domanda, di cui non si ha tutta la risposta, ci indirizza a darci un certo tipo di struttura, porta a sapere che l’azienda deve funzionare senza di noi, ad avere certi metodi di acquisizione clienti, non basati soltanto sul talento.

Il talento non è un asset, certo è bene averlo, ma se basiamo tutto sulla forza individuale, non abbiamo creato azienda, significa che lavoriamo con le persone, perché se un giorno, per una qualche ragione, il tuo venditore migliore se ne va, lascia la tua impresa, il tuo sistema crolla.

La domanda principale relativa al business è: come faccio a creare i presupposti per far diventare longeva l’azienda?

Questo è il fulcro degli studi che ho fatto sugli imprenditori che hanno creato aziende centenarie e che ho riportato nel libro che tu, Emanuele, mi hai aiutato a pubblicare.

Molto interessante, puntare alle stelle per raggiungere le nuvole.

Sì, certo.

Si fa a piccoli passi, costruendo una forma mentis dove si ha una visione chiara, visione che deve essere condivisa dai collaboratori. È come essere sulla cima di una montagna, da dove si ha una visuale più ampia, ed osservare come sarà la propria azienda nel futuro, per avere una libertà economica e personale.

Creare un’impresa che in qualche modo imprigiona, coinvolge troppo, significa aver creato un lavoro più che un’impresa.
Quest’ampia visuale ci permette di lavorare tutti i giorni, non per dimostrare qualcosa, ma per creare un’organizzazione che funzioni da sola.

Ed è dura.

Complimenti, finalmente un punto di vista nuovo.

Questa visione alternativa, proiettata di x anni, secoli in avanti, è veramente molto interessante. Claudio non l’abbiamo ancora detto, ma il libro che hai scritto a proposito di tutto questo, si intitola La Genetica Del Business Centenario.

Claudio tu sei anche il fondatore dell’Accademia del Valore. Vorrei che ci spiegassi cos’è e capire come questa Accademia e i concetti del libro si legano tra loro.

L’accademia del Valore nasce come progetto una decina di anni fa, e com’è sbocciata?

Ho portato per primo in Italia il concetto di marketing gravitazionale: trova il maggior numero di strade per portare valore ai tuoi clienti, affinché si crei un legame con te, che li attragga. Questo è possibile solo con un processo di inside out, cioè devo lavorare prima dentro, per liberare le mie potenzialità, il mio diamante, e poi posso attrarre fuori.

Se sei un bel diamante, attrai i clienti. Spesso ci preoccupiamo di fare tante attività, senza liberare concretamente le nostre attitudini. Portando questo tipo di marketing in Italia, sono venuto in contatto con l’Unione delle Camere di Commercio del Veneto che, dopo aver visto un’edizione di Gravity Marketing, mi ha chiesto di farne un’edizione speciale per loro.

La Camera di Commercio voleva fare il corso gratis, ma io, invece, ho ritenuto importante far pagare una determinata somma perché altrimenti le persone non avrebbero dato valore al corso. Il costo equivale a quello di un’indagine di mercato.

Abbiamo fatto così una relazione su un’indagine di marketing nel Veneto, da cui sono emersi una serie di bisogni, ed è da questi bisogni che mi è sorta l’idea della scuola per l’impresa, perché non c’è una vera e propria scuola per l’imprenditore.

Partendo dalla mia ventennale esperienza di consulenza nelle aziende mi sono chiesto quale è il succo delle cose che una persona deve sapere per gestire al meglio la propria impresa e che cosa serve per proteggersi dagli errori? Il primo anno sono venuti fuori sei moduli; quest’anno, che è la quarta edizione, siamo a dodici moduli in un anno, quindi un master di un anno.

Oltre alla formazione esperienziale in aula, abbiamo messo una Business Academy online, dove ci sono oltre trecento video corsi, dedicati a questo percorso. Il libro nasce da tutto questo. Nasce dall’esigenza di avere un impatto più grande, dall’esigenza di raggiungere un’effettiva massa critica.

Il libro racchiude un condensato della mia esperienza personale, dei miei errori, ma soprattutto c’è il succo di quello che è l’esperienza di oggi, di Accademia del Valore, o meglio, quali sarebbero quelle buone pratiche da mettere in atto per poter ottenere una longevità di impresa.

E, alla fine del libro, c’è una check list di cose da fare, che se non fai, non decolli.

Il libro La Genetica Del Business Centenario, permette di apprendere tanti concetti.

Quali sono i tre principali task che fanno la differenza, secondo la tua esperienza?

Sicuramente la mentalità.

Occorre avere una mentalità aperta, una visione condivisa e questo deve diventare un’organizzazione. Ma è necessario anche avere un prodotto innovativo, può sembrare banale, ma non è così, perché tanti sgomitano per far valere il loro prodotto, senza rendersi conto di essere nell’ “oceano rosso” invece che in quello blu.

Spero di aver risposto alla tua domanda.

Stavo leggendo la descrizione del libro su Amazon che è, ovviamente, una super sintesi di quelli che sono i concetti, per cui mi hai risposto. Quindi mindset, mentalità, e la possibilità di fornire al mercato dei prodotti veramente differenti, innovativi rispetto agli altri.

Come te, con Bookness, ho a che fare con le PMI, con grandi aziende e, nel momento in cui andiamo a scrivere un libro, una buona parte di esse, si rende conto di avere un prodotto uguale a tanti altri. Uguale, non tanto da un punto di vista implementativo strutturale, ma per come viene comunicato. E questa è proprio l’attività che aziende, come la mia e la tua svolgono, per fare in modo che la comunicazione tenda a differenziarsi e a distinguersi dalla massa, da questo oceano rosso che tenderà, inevitabilmente, a farle affogare.

Claudio, l’altra domanda che vorrei farti è: come ti sei trovato con Self Publishing e con il servizio BookNess, con cui abbiamo lavorato insieme per creare questo prodotto editoriale così innovativo a proposito di differenziazione?

La mia prima preoccupazione era: riusciranno a sintetizzare l’anima o la modalità con cui comunico? E, devo dire, che è stato fatto un eccellente lavoro.

La capacità di ascolto e di guida del team è stata straordinaria, forse anche perché c’era già un semilavorato da cui partire. L’interpretazione, azzeccata. Quindi tutta la mia preoccupazione è svanita.

L’altro aspetto che mi turbava un pochino era legato all’organizzazione, al rispettare i tempi delle vostre indicazioni perché a volte non rispondevo nei tempi richiesti, mentre voi eravate sempre sul pezzo.

Mi sono trovato bene con la persona di riferimento che avevo e poi anche con questa parte organizzativa. La parte che per me è stata un po’ più complicata è quella amministrativa, quella di postare, mandare i documenti, ecc.

Capisco che è una parte complessa, che ogni portale ha la sua, però il fatto che non dovessi pensarci e che fosse tutto automatico, mi permette di dirvi che siete stati veramente bravi.

Grazie Claudio.

Quali sono i siti dove poterti trovare, contattare, poter approfondire, al di là del libro, quella che è la tua conoscenza, la tua possibilità di formazione per aziende?

accademiadelvalore.it è il sito della scuola e unitepartners.com è il sito della società di consulenza. Facciamo formazione, ma portiamo in formazione quello che facciamo in consulenza da trent’anni.

Quindi tutto il know-how che abbiamo acquisito con la consulenza lo abbiamo portato nella formazione. Su YouTube a Unite Partners, dove ci sono molti video. Su Facebook e LinkedIn mi trovate ad Accademia del Valore o Unite Partners.

Benissimo, grazie Claudio.

Ti rubo un ultimissimo minuto, questo libro è rivolto solo agli imprenditori oppure ad un target più ampio, secondo te?

Di per sé, è stato studiato e pensato per gli imprenditori. E’ anche vero che la lezione più grande, che è la lezione di vita che ho imparato io, è utile a tantissime persone, per non dire a tutti.

Ti dicevo, poco prima di collegarci, che ho avuto una grande gioia nel sapere che dei ragazzi di diciassette anni che, in qualche modo mi hanno visto perché collegati a mio figlio, hanno acquistato il libro e mi hanno dato un feedback positivo. Certo è bello aiutare imprenditori e aziende, ma aiutare un ragazzo a sbocciare, a pensare in modo diverso fa veramente la differenza.

Come ho scritto nella dedica, ci hanno educato ad avere limiti, questo libro dice che si sbagliano, lavora molto sul demolire delle credenze limitanti, sia personali, che sul come fare business.

Grazie Claudio. Non poniamoci limiti, come non poniamo limiti al mio invito pluriennale di venire qui da me per mangiarci un po’ di pesce.

Ti mando un abbraccio e ti aspetto.

Ciao Claudio.

Ciao, grazie.
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