Properzi intervista Alessandro De Giorgi co-fondatore di Youcanprint

Ciao a tutti e benvenuti a questa nuovissima intervista di BookNess.

Per me è veramente un grandissimo piacere avere dall’altra parte l’amministratore delegato di Youcanprint, probabilmente l’azienda di self-publishing più grande in Italia.

Lui è Alessandro De Giorgi.

È un mio competitor e siamo amici, ci conosciamo da tanto tempo, ma ne parleremo tra poco. Alessandro dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Ciao, è un piacere vederti.

Hai detto benissimo, siamo competitor, ma lavoriamo insieme, fianco a fianco, nel mondo del self publishing.

Sono Alessandro De Giorgi, sono l’amministratore e uno dei fondatori di Youcanprint.

Siamo la seconda piattaforma di self publishing in Italia dopo Amazon.

Abbiamo un approccio molto diverso a quello che propone Amazon e, come piattaforma italiana, siamo la più importante in termini di numero di pubblicazioni, numero di vendite e royalties già distribuite ai nostri autori.

Essere secondi dietro l’azienda più grande al mondo, non è male!

Senti Alessandro, so che tu sei un appassionato di miglioramento personale e uno studioso anche di un certo tipo di strategie di crescita sia professionali, che personali, ma anche di benessere.

Ti dico questo perché secondo me, e te lo spiego con una metafora, nel momento in cui c’è un competitor gli imprenditori italiani solitamente tendono a vedere la torta del mercato, come una torta più piccola.

Confrontandoci su questo argomento e in base agli studi fatti in ambito della letteratura anglofona, noi sappiamo che in realtà una torta, mangiata da più competitor, paradossalmente può crescere, se questi mangiano in maniera corretta, strategica e integrata.

Cosa ne pensi di questo?

Sono assolutamente d’accordo con quello che hai detto.

Ovviamente parafrasando l’affermazione che hai fatto riguardo alla torta e, immaginando di parlare del settore e delle dimensioni del mercato dell’editoria, per esempio, la questione qual è?

È che quando ci si approccia al mercato, o qualsiasi aspetto della vita, normalmente le mentalità che si possono applicare sono due: una mentalità di scarsità o una d’abbondanza.

C’è una parte importante dell’umanità che pensa che il futuro sia un futuro con scarsità di risorse, con problemi climatici, in cui l’umanità non ci sarà e scomparirà.

Ci sono invece persone che hanno una mentalità di abbondanza e vedono le cose in maniera completamente diversa, quindi immaginano un futuro di ricchezza, in cui la specie umana diventerà una specie interplanetaria e così via.

Quindi la questione qual è?

È che la realtà è soggettiva, parlando sia di mercato, che di qualsiasi aspetto della vita, e non esiste, è solo un problema di percezione.

Persone diverse di fronte allo stesso argomento, lo stesso problema, la stessa situazione, hanno approcci completamente diversi e questo lo possiamo vedere anche quando parliamo di mercato.

Quindi chi pensa che la dimensione del mercato resti sempre la stessa e che l’aumento della competizione ne riduca le possibilità, non fa altro che aumentare la mentalità di scarsità.

E queste persone generalmente saranno portate a focalizzarsi sugli aspetti negativi e di fatto otterranno risultati negativi a conferma della loro teoria iniziale, come una profezia autoavverante.

Poi ci sono persone con una mentalità di abbondanza, come noi, altrimenti non avremmo iniziato a fare questo lavoro nel mercato dell’editoria, focalizzati sugli aspetti di abbondanza che offre il mercato, sulle opportunità che o ci sono o si possono creare.

Ovviamente l’unico approccio che può permettere di ottenere risultati è quello con la mentalità di abbondanza, sia rispetto al mercato che a qualsiasi altro aspetto della vita.

Sì, confermo quanto hai appena detto.

Un’altra cosa che mi interessa Alessandro, è che Youcanprint è un’azienda strutturata, grande, con tante persone che ci lavorano, e quello che apprezzo molto di te e Donato, è che nell’ultimo periodo avete fatto, e si vede, un grande sforzo nella creazione di contenuti.

Ti ho visto scendere in campo, cosa che qualche anno fa non vedevo con Youcanprint.

La domanda che ti faccio è: come organizzi la tua giornata?

Tu sei papà di due splendidi bambini, producete una quantità di contenuti veramente rilevanti, e vi faccio i miei complimenti per questo, perché è una battaglia che tutte le aziende oggi stanno combattendo, quella della produzione di contenuti con una certa frequenza.

È inevitabile, dunque, che dietro ci sia un grande lavoro e questo significa tanto tempo dedicato all’azienda.

Come ti organizzi personalmente, visto che so che sei anche uno studioso maniacale di produttività personale?

È vero! Grazie per la bellissima domanda Emanuele.

Sì, sono diventato un maniaco della produttività quando è nato il mio primo figlio, Mattia.

Quando capita un evento, come questo, che cambia radicalmente la vita, o ci focalizziamo sul fatto che non possiamo più fare tutta una serie di cose allineati alla mentalità di scarsità, oppure a come trasformare un evento che sta sconvolgendo la vita in qualcosa di eccezionale.

Quindi sono stato obbligato a ripensare radicalmente la mia giornata.

Ovviamente ho studiato e letto tantissimi libri sulla produttività, che tu conosci bene, di autori americani o inglesi.

Gli insegnamenti più importanti che ho raccolto e che guidano la costruzione della mia giornata sono due: il Focus e il concetto dell’interesse composto.

Cosa significa?

Significa scegliere di fare le pochissime attività che hanno il maggiore impatto in termini di creazione di valore sulla propria vita personale, sul business, sul proprio di lavoro, e fare quelle attività, ogni giorno, costantemente, per produrre un risultato esponenziale sul lungo periodo.

Quindi mettere in agenda, ogni singolo giorno, quelle attività e farle ogni giorno.

È così che siamo riusciti a produrre un contenuto al giorno, dal lunedì alla domenica, da ormai 4- 5- 6 mesi.

Faccio l’amministratore, e come puoi immaginare, sono molto impegnato, perché devo coordinare il team, pensare alle finanze e all’organizzazione dell’azienda, alla strategia e al marketing.

Posso dirti però che il segreto è estremamente semplice: dedico un’ora al giorno a produrre un contenuto anche se non ho l’ispirazione, anche se non ho idee abbastanza precise, ma ogni giorno mi siedo e scrivo.

Penso ad una citazione di un libro che consiglio, Rituali quotidiani, che raccoglie i segreti della produttività: la maggior parte delle persone pensa che la scrittura, la produzione di contenuti sia frutto di un lavoro creativo, dell’ispirazione, in realtà è un lavoro da ragionieri.

Occorre sedersi e produrre.

Quindi il consiglio che posso dare è quello di fare una singola attività ogni singolo giorno, anche poco, ma questo produrrà dei risultati incredibili sul lungo periodo, che è quello che tu stai percependo e che abbiamo fatto in Youcanprint.

La settimana scorsa eravamo insieme ad una conferenza, come relatori, dove si parlava di self publishing.

Vedendo l’andamento di mercato dei libri cartacei e ebook, abbiamo riscontrato, e questo lo sapevamo già, che c’è una diminuzione della richiesta degli ebook rispetto al cartaceo, che invece sembra essere tornato a nuova vita, come succede nel mondo della musica con i vinili.

Cosa ne pensi di questo trend sorprendente?

Sappiamo che il cartaceo è la parte più importante del business, quindi queste statistiche non mi hanno sorpreso più di tanto, guardando anche a ciò che è accaduto con i vinili.

Spesso è necessario osservare ciò che accade al mercato musicale per intuire quali saranno i trend nell’editoria.

La questione è qual è?

L’errore che si fa è che si pensa, quando si introduce una nuova categoria all’interno di un mercato, che questa categoria immediatamente fagociti la categoria principale precedente e quel mercato sia destinato a morire.

Ti ricordi 5, 6 o 7 anni fa quando è esploso l’ebook in Italia, con l’arrivo di Amazon, con Kindle, erano tutti a discutere della morte del libro cartaceo; oppure delle battaglie tra il profumo della carta e l’odore del digitale.

In realtà che cosa è successo?

I mercati generalmente tendono a dividersi all’interno in categorie più piccole e quelle categorie tendono a mantenere una vita nel tempo.

Ovviamente ci sono categorie che scompaiono completamente, però pensa al mercato della musica, non è che con l’arrivo dello streaming la musica fisica, cd, vinile è scomparso.

C’è stato sì uno spostamento verso il mercato della musica in streaming, ma c’è anche un revival incredibile della vendita di vinili.

Negli Stati Uniti c’è una crescita a due cifre per i vinili, che non avevano venduto per molto tempo;
per il libro, per il mondo dell’editoria sta succedendo la stessa cosa.

All’inizio c’è stato un boom incredibile dell’ebook, così com’era normale, e come sta accadendo adesso con l’audiolibro: crescita a due cifre.

In realtà poi cosa è successo?

Questa crescita iniziale si è rallentata negli Stati Uniti, covid a parte; nel caso dell’ebook è arrivata al 20-25% ma si è fermata lì.

Noi siamo ancora indietro, quindi avremo un periodo di crescita importante dell’ebook nei prossimi anni, per poi rivalutare il cartaceo.

Concretamente il libro cartaceo non scomparirà perché, come diceva Umberto Eco, è come la ruota, una volta che è stata inventata non occorre fare altro.

Tendenzialmente nel futuro avremo questi tre formati che coesisteranno e saranno fruibili da lettori diversi.

Io e te siamo grandi consumatori di libri; ne leggo mediamente tra i 30 e i 40 l’anno, e uso tutti e tre i formati.

Per alcuni generi preferisco ascoltare l’audiolibro; per alcuni leggo esclusivamente l’ebook; per altri non riesco a fare a meno del cartaceo.

Chi pubblica il proprio libro deve per forza tenere in considerazione questa divisione, cioè pubblicare il proprio libro in tutti e tre i formati, perché permette di raggiungere tre tipologie di lettore completamente diverso, altrimenti si rischia di perdere una fetta di mercato.

Condivido queste tue visioni e anche l’ approccio imprenditoriale.

Come sai con BookNess, il nostro servizio per la creazione di libri strategici per l’imprenditore, partiamo proprio dal cartaceo e a volte non consideriamo l’ebook, perché il libro cartaceo è un elemento di remarketing straordinario.

I libri non si buttano mai.

I biglietti da visita, le brochure prima o poi finiscono nell’immondizia.

Il libro è sacro; quando si buttano o bruciano libri succede qualcosa di brutto solitamente, come la storia ci insegna.

È proprio da lì che veniamo, dai libri cartacei, che tuttora rimangono e in futuro ci saranno ancora.

Un po’ come le mail, che si pensava finissero e invece hanno grande vita.

Adesso siamo ad una quantità incredibile di strumenti di comunicazione e, ogni volta che ne arriva uno nuovo sul mercato, tutti a dire che quello distruggerà gli altri, invece li usiamo tutti aggiungendo anche dei canali.

E il libro cartaceo sarà sempre più importante nel futuro.

Alessandro qual è il consiglio che tu daresti a chi adesso ama scrivere, non per crearsi una carriera, perché per chi ci segue è più che altro una passione, un impegno associabile ad una professione?

Qual è il consiglio principale che tu daresti quindi a chi ha questa passione, per fare in modo che essa non vada a vuoto, ma che produca dei risultati?

Con i risultati può aumentare la motivazione e, allo stesso tempo, autoalimentarsi, svilupparsi in modo migliore e più evoluto.

Qual è questo consiglio?

Hai detto benissimo!

In molti autori poi scatta quella motivazione che, in alcuni casi, può trasformare la scrittura in un lavoro, un mestiere, proprio quando iniziano i risultati.

Il consiglio che posso dare ed è ciò che ho visto mancare più spesso, è che uno dei fattori determinanti per il successo è quello di posizionarsi come scrittori.

Che cosa voglio dire?

Il concetto è questo, vale nel business e in qualsiasi altro campo della della vita: occorre essere consapevoli di chi si è e come si vuole essere percepiti dagli altri, aspetti fondamentale per ottenere dei risultati.

Nel caso dello scrittore, cosa significa?

Vedo tantissimi Self Publisher che scrivono libri con generi e approccio completamente diversi , solo cavalcando le mode, ma di fatto snaturano soltanto la loro identità, per cui non riescono a occupare nella mente dei lettori un posto specifico, quindi sono destinati al fallimento.

Penso ai grandi scrittoti come Stephen King, J. K. Rowling, Dan Brown, John Grisham.

Se parlo di un genere specifico, automaticamente vengono in mente una serie di scrittori; se parlo di gialli ti vengono in mente specifici autori, se dico fantasy il pensiero corre subito a Tolkien.

Perché?

Perché loro hanno scelto consapevolmente di posizionarsi come scrittori in una determinata categoria di mercato e hanno continuato con coerenza, conquistando quella posizione nella mente delle persone.

Quindi posizionarsi come scrittore significa scegliere consapevolmente, all’inizio della propria carriera, il genere che si vuole scrivere, come essere percepiti e sarà più facile accedere a quella fetta di mercato e le persone saranno in grado di ricordarsi il nome.

Se scrivi diversi generi avrai dei risultati a breve, ma nel lungo periodo arriverà il fallimento.

È quello che succede alle aziende quando diversificano per aumentare il fatturato, aggiungendo altri business, magari anche con fini diversi.

La differenziazione che dovrebbe far aumentare il business in realtà fa perdere il Focus e l’identità , quindi nel breve periodo fa aumentare le vendite, ma nel lungo periodo, automaticamente, cominciano a calare.

Quindi il consiglio più importante è scegliere che tipo di scrittori vogliamo essere, che cosa vogliamo scrivere, su quale fetta di mercato, quale categoria, in quale target vogliamo posizionarci e continuare con coerenza.

Lo scrittore deve arrivare a questo tipo di efficacia: quando si pensa al suo genere, il suo nome deve essere in cima alle scelte dei lettori.

Bene Alessandro, consiglio preziosissimo, non per niente banale, questo è veramente oro.

Sappiamo dove trovarti, sul tuo sito Youcanprint.

Se qualcuno volesse contattarti direttamente?

Può scrivermi su Facebook, rispondo molto volentieri.
Perfetto Alessandro!

Ti ringrazio veramente per questa splendida intervista.

Spero di rincontrarci presto.

Ciao, buona giornata e buon lavoro!

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